Governo, Mattarella soddisfatto: "Carta rispettata, mantenuti equilibri Ue"
Il governo guidato da Conte rappresenta per il presidente un altro 'gol': quello di aver contribuito a far nascere un esecutivo politico e non tecnico

L'arbitro è stato imparziale anche quando, per ristabilire l'ordine e difendere le regole, ha dovuto mostrare il cartellino rosso. Alla fine di una lunga crisi di governo, che si è trasformata nel rush finale in uno scontro istituzionale, Sergio Mattarella, tira le fila di 88 giorni durissimi e può dire, senza alcun rimpianto, che è complessivamente soddisfatto. Il risultato finale è quello a cui forse teneva di più l'inquilino del Colle: le prorogative costituzionali e istituzionali, custodite nella Carta, sono state ribadite e conservate.

Questo il lungo braccio di ferro, il muro contro muro, tra il Quirinale e l'alleanza post elettorale formata da M5S e Lega è valso tanto, tantissimo. L'articolo 92 della Costituzione è salvo per le generazioni future, ma soprattutto il presidente della Repubblica ha dato prova di non essere un 'semplice notaio'. Il governo guidato da Giuseppe Conte rappresenta per il presidente un altro 'gol' importante: quello di aver contribuito a far nascere un esecutivo politico e non tecnico, che potrà far fronte a eventuali crisi finanziarie. La soluzione di servizio, come l'aveva definita lo stesso Mattarella, infatti è stata sempre considerata una 'estrema ratio' per l'inquilino del Colle, quasi una provocazione in risposta alla minaccia di un voto anticipato. Le urne non sono mai state auspicate dal capo dello Stato, un fallimento certo annunciato, causa la legge elettorale non in grado di dare governabilità ma comunque da evitare.

Gli appuntamenti internazionali come il G7 in Canada e il Consiglio europeo di fine giugno (dove sarà scritta la storia dell'unione per i prossimi 7 anni) avevano bisogno di un premier con pieni poteri, in grado di sedersi al tavolo e far sentire la sua voce. L'esecutivo Conte, viene riferito dal Quirinale, ha di certo le carte in regola per mantenere l'equilibrio tra le esigenze nazionali e quelle europee. Insomma, gli interessi nazionali saranno ben presentati in Ue, sempre nel perimetro del rispetto dei vicoli europei. Sergio Mattarella ha preso sulle sue spalle la croce di una crisi difficilissima e, con determinazione, ha portato a termine un compito non facile che aveva assunto pieghe pericolose.

Ora il capo dello Stato vede un Paese più rasserenato perché si è formato un governo che rispetta il voto della maggioranza degli italiani. Le dure polemiche si sono sopite e anche gli attacchi a Mattarella. Ma la richiesta di impeachment da parte di M5S e FdI certamente ha lasciato il segno nel presidente che ha comunque risposto con fermezza e mai dato segni di cedimento.
 

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