Governo, maggioranza ai ferri corti. Bettini: Possibile sostituire Iv con dem
Governo, maggioranza ai ferri corti. Bettini: Possibile sostituire Iv con dem

Parlamentari renziani smentiscono possibili cambi di casacca

Ormai nella maggioranza sono saltati tutti gli schemi. Non è un caso che il giorno dopo l'incontro tra il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sia emersa tutta l'irritazione del Colle per dei virgolettati riportati dai media come contenuti della conversazioni. La formula della nota è chiarissima: "Stupore si registra al Quirinale per le ricostruzioni apparse in qualche quotidiano, in cui, anche con virgolettati, si attribuiscono abusivamente intenzioni al capo dello Stato riguardo alla situazione politica". Toni insolitamente aspri, che fotografano perfettamente la situazione attuale. Non è un mistero che le frizioni tra Italia viva e le altre forze della coalizione stiamo mettendo a rischio la sopravvivenza del governo, ma a quelli che finora erano solo rumors di palazzo su un'operazione per trovare un gruppo di 'responsabili' che puntelli l'esecutivo, dà corpo un dem di rango come Goffredo Bettini: "C'è la possibilità, certamente allo stato attuale tutta da costruire, di sostituire Italia Viva con parlamentari democratici". Apriti cielo.

Il bombardamento è ripreso incessante, dopo la calma imposta dalla nota quirinalizia. Così Matteo Renzi gioca la carta Confucio: "'La pazienza è potenza'. Ci vuole pazienza per sopportare le fake news di questi giorni". Ma di lì a poche ore la situazione peggiora e fonti di Iv, per la prima volta, parlano apertamente di un cambio in corsa del capo del governo: "Il tentativo di trovare responsabili per sostituirci sembra miseramente fallito", quindi "per il premier ci sarebbero solo due strade: un accordo con quel Renzi che fino ad oggi è stato attaccato dalle veline di Chigi e direttamente da Conte, o le dimissioni". Il partito del senatore toscano, su cui aleggia lo spettro di uno svuotamento (puntando sui delusi che vorrebbero rientrare nel Pd), non teme fughe: "Al momento non solo nessuno si stacca, ma i gruppi si dichiarano fiduciosi di accogliere nuovi ingressi già dalla settimana prossima". Spin che spiegano come nel quartier generale renziano non si creda a una sola parola del presidente del Consiglio - che ufficialmente lavora ai tavoli del programma per l'Agenda 2023 -, nonostante fonti di Palazzo Chigi abbiano garantito che "il presidente non è alla ricerca di altre maggioranze".

Intanto fioccano le smentite dai parlamentari di Italia viva sui rumors di possibili cambi di casacca. Dopo Eugenio Comencini e Silvia Vono, anche i senatori Ernesto Magorno e Daniela Conzatti bollano come fake news le voci di trattativa con il Pd. Un passaggio importante da fare proprio nel momento dello scatto in avanti (solitario, per ora) di Bettini. Peraltro, dai ranghi del Nazareno arrivano più bocciature che conferme sull'ipotesi avanzata dall'ex europarlamentare. La prima è quella del ministro del Sud, Giuseppe Provenzano, ma quella più significativa è della vice segretaria, Anna Ascani, fino a pochi mesi fa molto vicina a Renzi: "Proposta sbagliata nel merito e nel metodo". In questo quadro di incertezza, si apre una crepa anche tra comunicatori, con la polemica social tra il deputato di Iv, Michele Anzaldi, e Rocco Casalino. A scatenare la polemica un post del giornalista e parlamentare, che su Facebook pubblica una nota in cui tira in ballo il portavoce del premier, che replica incollando la norma del Codice penale sulla diffamazione. Uno scambio che accende ancora di più gli animi. Segno che la situazione è ben oltre la soglia di sicurezza e ogni scintilla rischia di diventare un rogo.

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