Governo assediato, vertice d'urgenza

Roma, 1 nov. (LaPresse) - Il tempo è scaduto e le dimissioni sono l'unica strada possibile se si vuole salvare il Paese dalla crisi. E' il messaggio che giunge al governo da più parti. A stringere nell'angolo il premier Berlusconi, nel giorno più difficile dall'inizio della legislatura, non è stata solo l'opposizione, ma una platea di soggetti che spaziano dai sindacati, alle imprese, alle banche. Il crollo di Piazza Affari (-6,8% a fine seduta) e il nuovo record dello spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi a 459 punti ha surriscaldato il clima politico a metà mattina, quando dal Partito democratico sono trapelate le indiscrezioni che riferivano di un capo dello Stato "fortemente preoccupato" durante un colloquio telefonico con il segretario nazionale, Pier Luigi Bersani, disposto a assumersi "le responsabilità necessarie".

Il 'fuoco nemico' ha poi visto scendere in campo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che negli scorsi giorni era sempre stato cauto sulla possibilità di dimissioni dell'esecutivo e che invece oggi ha dichiarato la necessità di un governo istituzionale o di responsabilità nazionale. E proprio mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, decideva di rientrare anticipatamente a Roma, è arrivata la scadenza dell'ultimatum di banche ed imprese: "Il Governo - si legge nella nota congiunta di Abi, Confindustria, Rete imprese Italia, Ania e Alleanza delle cooperative - verifichi se ci sono le condizioni per varare le misure che sono necessarie per ripristinare la fiducia nell'Italia da parte dei mercati, dell'Unione europea e della comunità internazionale, o ne tragga immediatamente le conseguenze e lo faccia rapidamente".

Compatto anche il fronte dell'opposizione, con il Terzo Polo che ha chiesto un passaggio in parlamento prima del G20 di Cannes e una riunione tra Pd, Fli e Udc in programma domani. Poi è arrivata la stoccata del presidente di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo: "Solo un governo che raccolga dietro di sè un amplissimo schieramento di forze politiche - si legge sul sito dell'associazione - può oggi dare concreta applicazione ad un piano di salvataggio del Paese".

Ma il colpo più duro è stato quello del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha fatto capire di non essere disposto a lasciare in piedi questo esecutivo se non arriveranno subito "decisioni efficaci". Napolitano, ha messo nero su bianco il Quirinale, "ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi" di una "nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l'Europa, l'opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall'Italia". "Nell'attuale, così critico momento - si legge nella nota - il Paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità" di una tale prospettiva. Come dire: di fronte all'emergenza servono le larghe intese e se non arrivano sui provvedimenti subito arriveranno su un altro governo.

Per affrontare la situazione Berlusconi ha convocato in serata un vertice d'urgenza, a cui hanno preso parte Giulio Tremonti, Roberto Calderoli, Franco Frattini (che oggi ha sentito il suo omologo greco sulla questione del referendum) e altri ministri. Assente, invece, Umberto Bossi. Risultato, l'ennesimo pacchetto di misure d'urgenza, che potrebbero essere inserite nella legge di stabilità o in un nuovo decreto ad hoc. Nel pomeriggio il premier Silvio Berlusconi ha telefonato alla cancelliera tedesca Angela Merkel per confermare "la ferma determinazione del governo italiano di introdurre in tempi rapidi le misure definite con l'agenda europea". I due, ha fatto sapere palazzo Chigi in una nota, "hanno concordato di avviare nelle prossime ore strette consultazioni in vista dell'imminente vertice G20 di Cannes".

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