Governo, ancora stallo. Il nodo centrodestra divide Di Maio e Salvini
Lo sguardo del pentastellato sembra volgere nuovamente al Partito democratico: "Non ci si può bloccare su delle logiche politiche. Ci vuole senso pratico"

Accordo di governo in stallo. A due giorni dell'appello a uscire dall'impasse del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Matteo Salvini e Luigi Di Maio restano distanti. Entrambi al Vinitaly di Verona, neanche si incrociano e si mandano messaggi a distanza. Il nodo è la presenza di un centrodestra unito in un eventuale esecutivo. Il capo politico dei Cinquestelle ribadisce il suo 'no' all'accordo con tutti i partiti della coalizione e torna ad aprire al Pd. Il segretario della Lega, dal canto suo, ripete che l'obiettivo è formare un governo con tutte le forze del centrodestra. E la stessa Giorgia Meloni, pur ammettendo le differenze interne, chiede di rispettare le scelte degli elettori del 4 marzo. Intanto, Maurizio Martina fa sapere che i dem incontreranno l'eventuale incaricato "quando ci sarà".

Di certo, la lontananza tra Salvini e Di Maio non è mai stata così netta. Sullo scontro hanno pesato quasi sicuramente le diverse posizioni assunte sull'attacco in Siria. Differenze di forma e di sostanza che rendono più problematico un governo grillino-leghista: ai toni pacati e diplomatici del capo pentastellato sui raid occidentali contro obiettivi militari del governo di Bashar al-Assad sono seguiti, infatti, commenti 'tranchant' del leader del Carroccio, con argomenti molto graditi dalle parti del Cremlino. Aggressività verbale che non è piaciuta a Di Maio e che, da Verona, lancia l'affondo. "C'è qualcuno che in questo momento continua a ostinarsi sull'idea di centrodestra che le stesse immagini del Quirinale hanno dimostrato non esistere - spiega -. Anzi siamo di fronte a un centrodestra che non esiste, ed questa è una strada non percorribile che potrebbe essere anche un danno per il Paese". Lo sguardo sembra volgere nuovamente al Partito democratico, al cui "senso pratico" il leader 5 Stelle fa appello: "Noi vogliamo dare opportunità di cambiamento a questo paese, non ci si può fermare e bloccarsi su delle logiche politiche. Ci vuole senso pratico". Chiara la risposta di Martina: "Incontreremo l'eventuale incaricato quando ci sarà per confrontarci a partire dalle priorità che abbiamo indicato alle Consultazioni".

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