Giustizia, Giarrusso (M5S): Renzi smantella i Tar. Paganno i cittadini

Roma, 19 giu. (LaPresse) - "No allo smantellamento dei Tar". Lo dice in un comunicato il senatore del M5S Mario Giarrusso, membro della commissione Giustizia. "Il PD-PDL ha infatti chiuso il 47% dei tribunali e delle sezioni staccate del nostro paese.I cittadini quindi, sono stati privati persino di poter fisicamente accedere alla giustizia, senza dover fare centinaia di chilometri (ovviamente a proprie spese)", dice Giarrusso.

"Mancavano a questa orgia di sfascio della giustizia i Tar. - sottolinea il senatore pentastellato - Ci ha pensato Renzi con una delle sue epocali riforme. Senza palesarne le vere ragioni (che sono quelle sopra esposte di privare i cittadini dell'accesso alla giustizia), senza alcun dibattito pubblico (ritenuto da Renzi inutile e dannoso), ha disposto per decreto legge la chiusura di tutte le sezioni staccate dei TAR". "Questi Tribunali, previsti addirittura dalla costituzione, ma purtroppo istituiti con legge ordinaria, da più di 25 anni garantivano l'accesso alla giustizia amministrativa a milioni di cittadini", aggiunge Giarrusso.

"Ci sono molti modi per perdere la libertà.- dice Giarrusso - Uno di questi è sicuramente perdere la possibilità di difendere i propri diritti. Da alcuni anni, la maggioranza al potere (PD+PDL) persegue scientemente un chiarissimo obiettivo volto a ridurre sino a fare scomparire quasi del tutto, il diritto dei cittadini di rivolgersi ad un giudice. Il primo atto, incostituzionale, è stato l'aumento esponenziale, forsennato ed abonorme, dei costi per accedere alla giustizia (il cd contributo unificato)"."Adesso, una grande battaglia di civiltà come quella contro il piano dei rifiuti di Cuffaro, che ha visto i cittadini prevalere sulla mafia e la politica corrotta, sarebbe impossibile da condurre", prosegue il 5 Stelle.

"Semplicemente - dice Giarrusso - costerebbe troppo. Nel 2007 i comitati dei cittadini, hanno speso non più di mille (1.000) euro di contributo unificato. Adesso sarebbero necessari non meno di 60.000 (sessantamila) euro di contributo unificato. Queste disposizioni sono state unanimemente giudicate criminogene avendo privato non solo i cittadini, ma anche le imprese sane, di rivolgersi ad un giudice per far valere le illegittimità degli atti di aggiudicazione degli appalti. Non contenti di questa assurda limitazione i governi Monti, Letta e Renzi, hanno proceduto alla più grande opera di smantellamento della giustizia mai tentata nel nostro paese".

"Il Tar Catania - evidenzia Giarrusso - ad esempio è il terzo Tar d'Italia sia per bacino d'utenza, che per carico di lavoro e la sua soppressione è un atto folle e demenziale. Nessun risparmio si avrà da questa soppressione, ma anzi ci saranno aggravi di costi per i trasferimenti e per la predisposizone di nuove strutture e di tutto quello che dovrebbe servire per farle funzionare. Saranno invece i cittadini, milioni di cittadini, a vedere aggravati i costi per l'accesso a questo tribunale, che rimanendo così le cose rimarrà loro definitivamente precluso. La Giustizia amministrativa finirà nel caos di un accorpamento con movimentazioni di migliaia di fascicoli ed atti ed allungamento dei tempi delle sentenze. Ma il vero obiettivo di Renzi il distruttore, è la soppressione della giustizia amministrativa. Ciò consentirà a tutte le cricche degli appalti di agire indisturbate,senza più un giudice della legittimità degli atti che possa intervenire prima che il danno venga prodotto (e non come il giudice penale che interviene solo quando ormai il danno è fatto)".

"Il Movimento 5 Stelle - annuncia il senatore Giarrusso - si batterà con tutte le sue forze, così come ha fatto per opporsi alla distruzione della giustizia civile, per impedire questo ulteriore scempio. La voce del buon senso e della ragione però, non ha più orecchie attente nelle aule di questo parlamento. Il 41% dei consensi a Renzi infatti, ha ormai aperto la strada ad ogni possibile deriva, anche la più inverosimile ed assurda, come la soppressione delle sezioni staccate dei Tar. Noi però, non molleremo mai".

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