Sarti: "Non lascio il Movimento", M5s: "Espulsione doverosa"

A causa di una complicata vicenda relativa ai rimborsi elettorali del M5S, aveva lasciato la presidenza della commissione Giustizia

Giulia Sarti non lascerà il Movimento 5 Stelle. "Non c’è motivo, io non sono espulsa", dichiara l'ex presidente della commissione Giustizia, ai microfoni del Fattoquotidiano.it. Intercetta all'uscita da Montecitorio, la deputata romangola conferma che resterà nel gruppo: "Assolutamente sì, perché non ho fatto niente. Io non lascio il Movimento 5 Stelle, l'ho fatta nascere". Quando le viene chiesto di commentare le parole di Luigi Di Maio, che qualche giorno fa aveva parlato di espulsione "doverosa", Sarti taglia corto: "Avrà avuto i suoi motivi", ma "non c'è bisogno di cercare un incontro con lui, c'è un procedimento davanti ai probiviri".

Ma il Movimento 5 Stelle, in una nota, comunica che "nei confronti della deputata Giulia Sarti si è avviato il procedimento disciplinare davanti al collegio dei Probiviri. E le è stato comunicato il 4 marzo 2019. Si attende l'esito". Intanto, da quanto si apprende, fonti vicine ai vertici pentastellati definscono "doverosa l'espulsione" della deputata romagnola, coinvolta nuovamente nella questione denominata Rimborsopoli.

Giulia Sarti aveva lasciato la presidenza della commissione Giustizia, dopo che è venuta alla luce una complica vicenda relativa ai rimborsi elettorali del M5S. Al suo posto è stata nominata Francesca Businarolo. "Sono onorata di questo nuovo incarico - ha dichiarato - che porterò avanti con il massimo impegno. Ringrazio la collega Giulia Sarti per il lavoro svolto da sempre con la massima dedizione. Penso subito però a tutto quello che ci aspetta, a quanto c'è ancora da fare: uno dei provvedimenti più importanti, che sento particolarmente come donna e come parlamentare è la pdl sulla violenza di genere. Abbiamo già svolto audizioni di esperti in Commissione giustizia e sarà votata la prossima settimana, insieme al DDL Codice Rosso, che introduce finalmente una corsia preferenziale per le indagini che riguardano episodi di violenza domestica e di genere. Una riforma che non può più aspettare e che mette al centro la donna, troppo spesso vittima di abusi e di richieste di aiuto rimaste inascoltate. Sarà solo il primo passo di quello che mi auspico diventi una rivoluzione culturale. Tra l'altro proprio oggi iniziamo a votare la legittima difesa e domani la modifica del voto di scambio politico-mafioso che è da sempre una battaglia del MoVimento".

 

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