Giorno memoria, Mattarella: Contrastare germe intolleranza
Le storie dei reduci dei campi di sterminio "ci chiamano all'impegno"

"Oggi dobbiamo chiederci: come è possibile che sotto forme diverse che vanno dal negazionismo, alla xenofobia, all'antisionismo, a razzismi vecchi e nuovi, al suprematismo, al nazionalismo esasperato, al fanatismo religioso - come è possibile, ripeto, che ancora oggi si sparga e si propaghi il germe dell'intolleranza della discriminazione della violenza". Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento per la celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.

"La giornata della memoria, allora, non ci impone soltanto di ricordare, doverosamente, le tante vittime innocenti di una stagione lugubre e ne fatta - ha aggiunto - . Ma impegna a contrastare, oggi, ogni seme e ogni accenno di derive che ne provochino  oblio o addirittura ne facciano temere la ripetizione".

AUSCHWITZ RAPPRESENTA IL LATO PIU' OSCURO DELL'UOMO. "La memoria di Auschwitz, e di tutto quello che ha Auschwitz presenta e contiene, ci pone ogni volta di fronte al lato più oscuro dell'uomo, all'abisso del male, allo fosca mento delle coscienze e alla perdita totale del sentimento più elementare di pietà e di umanità", ha sottolineato Mattarella. "Nel buio più fitto risaltano ancora di più le azioni luminose di coloro che rischiando la vita hanno contribuito a salvare ebrei perseguita rammentare è un orale, come è bene fare, li tanti giusti le tante azioni eroiche, come ci appena ricordato il professor Riccardi, non cancella tuttavia le colpe di chi, anche in Italia si fece complice dei carnefici per paura, fanatismo o interesse".

"La realtà dei campi di sterminio va oltre l'umana comprensione e oltre i limiti delle possibilità di espressione"  "Nulla deve fermare la nostra volontà di ricordare, anche se ci provoca tutto ora orrore e dolore".

Le storie e le parole dei reduci dei campi di sterminio "ci colpiscono, e ci chiamano, in maniera esigente, all'impegno e alla vigilanza", ha ricordato inoltre il presidente della Repubblica. "Nel Giorno della memoria ricordiamo anche i 650 mila militari italiani deportati nei campi tedeschi, perché dopo l'otto settembre si rifiutarono di servire Hitler. E' una pagina di storia, colma di sofferenza e di coraggio, che è parte integrante della Resistenza italiana e che non sempre è adeguatamente conosciuta".

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