Gentiloni arrivato al Quirinale per sciogliere le riserve. Verdini e Zanetti: No a fiducia
Confermati i big di Renzi, Alfano verso il dicastero degli Esteri. Lega e M5s disertano consultazioni

Il presidente incaricato Paolo Gentiloni è arrivato al Quirinale per sciogliere la riserva sulla formazione del nuovo Governo e presentare la lista dei ministri. n"Ringrazio tutti i gruppi, sia chi ha preannunciato il sostegno al governo sia chi ha farà opposizione. Ho chiesto al presidente della Repubblica di essere ricevuto per riferire e salirò al Quirinale alle 17.30 aveva annunciato Gentiloni, al termine delle consultazioni alla Camera.

Gentiloni, come da prassi, ha accettato con riserva l'incarico  ricevuto da Sergio Mattarella di formare un nuovo Governo. Dopo un colloquio di circa mezzora nella sala delle del Quirinale, il premier incaricato si dice "consapevole dell'urgenza" di dare all'Italia un governo "nella pienezza dei poteri". Già oggi potrebbe tornare quindi al Colle e presentare al presidente della Repubblica la lista dei ministri.

VERDINI-ZANETTI: NO A FIDUCIA. "In coerenza con un'azione che in questi ultimi diciassette mesi ha assicurato al Paese la governabilità e la realizzazione di importanti provvedimenti senza alcuna contropartita, non voteremo la fiducia a un governo che ci pare al momento intenzionato a mantenere uno status quo, che più dignitosamente sarebbe stato comprensibile con un governo Renzi-bis". Così in una nota Denis Verdini ed Enrico Zanetti del gruppo Ala-Scelta Civica.

LEGGI ANCHE Pd, minoranza a Renzi: Dica se c'è spazio per chi ha votato No

Inevitabile registrare "l'indisponibilità" delle maggiori forze di opposizione a condividere un orizzonte di responsabilità. Il suo esecutivo, quindi, si muoverà - sia pur "non per scelta"- nel quadro del governo e della maggioranza uscente.Il ministro degli Esteri del Governo uscente si mette subito a lavoro, quindi, per definire composizione e programma della nuova squadra, partendo dal quadro "ampio e articolato" delle consultazioni svolte dal Capo dello Stato, senza però sentire in prima persona i rappresentanti dei gruppi parlamentari. Dopo i passaggi obbligati dai presidenti di Camera e Senato, infatti, Gentiloni dà il via a un rapido giro di colloqui, nella sala del cavaliere di Montecitorio. Gli incontri con i partiti minori non cambiano nella sostanza il perimetro della futura maggioranza, ma compongono l'agenda del nuovo presidente del Consiglio. Lui assicura "massimo impegno e determinazione" nell'affrontare le priorità "internazionali, economiche, sociali", a iniziare, è la sottolineatura, "dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata