Genova, revoca della concessione ad Autostrade. Salvini: "Prima i soldi, poi parliamo". Di Maio: "No, acceleriamo"
Scontro tra i due vicepremier, anche se la Lega assicura: "Piena sintonia"

Scontro tra il governo e Atlantia, la società controllante di Autostrade per l'Italia che fa capo alla famiglia Benetton, dopo il disastro del Ponte Morandi e l'annuncio della revoca delle concessioni. E il dibattito sembra essere interno all'esecutivo stesso.

Se Matteo Salvini e il M5s hanno cercato di abbassare i toni, Luigi Di Maio li ha esasperati. Il leader del Carroccio ha provato ad aprire un dialogo: "Da Autostrade puntiamo ad ottenere, nell'immediato, fondi e interventi a sostegno dei parenti delle vittime, dei feriti, sei 600 sfollati e della Comunità di Genova tutta, anche in termini di esenzione dai pedaggi. Di tutto il resto parleremo soltanto dopo". Ma il pentastellato ha ribadito: "Queste persone sono morte, hanno pagato il pedaggio e sono andate a morire. Genova è sotto choc. Quindi adesso si revocano le concessioni. Il governo frena? No il governo accelera".

"È corretto dire che si avvia una procedura per la revoca", ha sottolineato Di Maio, negando che le parole di Matteo Salvini sulla possibilità di una "trattativa" con Autostrade per l'Italia siano una frenata rispetto all'annuncio del giorno di Ferragosto. "Per quanto riguarda me, Toninelli e Salvini siamo d'accordo. Conte in persona ci ha messo la faccia", ha aggiunto assicurando che il governo vuole la revoca delle concessioni. E la conferma arriva anche dalla Lega: "C'è piena sintonia nel governo. In più stiamo cercando - con particolare insistenza - di portare a casa aiuti concreti e immediati da Autostrade e a favore di Genova".

Anche il Movimento 5 stelle aveva addolcito i toni. Lo stesso Danilo Toninelli aveva cambiato atteggiamento nel confronti della società gestita dai Benetton: "Il Ministero che presiedo è subito in azione per stabilire le cause del dramma avvenuto a Genova. Abbiamo costituito una commissione ispettiva di esperti che faranno luce sull'accaduto e che sono già operativi. L'esito del loro lavoro, che dovrà arrivare entro un mese, entrerà nella procedura di un'eventuale revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia". 

E il M5s sembrava aver raddrizzato la linea, nonostante la richiesta di dimissioni immediate dei vertici della società: "Attendiamo il lavoro dei tecnici inviati dal ministro Toninelli, attendiamo il lavoro della magistratura nell'accertare eventuali responsabilità. Quel ponte necessitava di una profonda manutenzione da decenni! Bene ha fatto il ministro delle Infrastrutture, a evocare, qualora ce ne siano le condizioni, anche il ricorso alla revoca della concessione e alle eventuali multe connesse ad inadempienze".

Il Mit apre un'istruttoria. Intanto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato una comunicazione formale ad Autostrade per l'Italia chiedendo di far pervenire entro 15 giorni dal 16 agosto una dettagliata Relazione nella quale "sia fornita chiara evidenza di tutti gli adempimenti posti in essere per assicurare la funzionalità del ponte Morandi e prevenire ogni evento accidentale". Con la stessa comunicazione il ministero chiede ad Autostrade per l'Italia di "voler confermare sin d'ora l'impegno a ripristinare integralmente il viadotto di Polcevera con oneri esclusivamente a proprio carico, entro un contenuto periodo di tempo, che sarà indicato dal Concedente sulla base di uno stato aggiornato della situazione". 

Il ministero, in una nota, precisa inoltre che è compito del concessionario fare le opportune verifiche strutturali. "Il controllo che deve svolgere questa amministrazione afferisce un ambito dal quale risulta completamente esclusa qualsiasi verifica strutturale sulle opere in concessione, che è invece compito del concessionario. I controlli del concedente sono prioritariamente rivolti all'ottemperanza degli obblighi convenzionali", spiega il Mit. "L'organizzazione, le risorse ed i mezzi della Direzione generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali sono rapportati alle specifiche competenze dell'amministrazione che non includono e non si sovrappongono alle attività di verifica spettanti al concessionario", prosegue il ministero, "con l'istituto della concessione lo Stato demanda ad un soggetto terzo, concessionario, le competenze legate alla gestione e manutenzione dell'infrastruttura che vengono esercitate sulla base di una specifica organizzazione e con disponibilità di uomini e mezzi. Tale schema operativo prevede il trasferimento al concessionario di ogni onere connesso alla verifica dello stato dell'infrastruttura, come peraltro acclarato dall'articolo 14 del Codice della Strada".

Secondo Antonio Tajani, tuttavia, da parte del governo sono mancati ulteriori controlli sull'operato di Autostrade. "In questi ultimi mesi il ministero delle Infrastrutture doveva verificare le azioni del concessionario. Dire che la responsabilità è del governo Berlusconi fa ridere i polli", attacca il presidente del Parlamento Ue. Parole dure anche sul fronte revoca: "Il governo ha fatto una grande confusione sulla revoca della concessione ad Autostrade. Sono dilettanti allo sbaraglio nel tentativo di accontentare il malpancismo del nostro paese. Bisogna accertare le responsabilità senza tentennamenti e punire i responsabili nel rispetto delle regole". 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata