Genova, Governo all'opera: studia 'piano Giorgetti' e dialoga con Fi
La proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Non riguarderà solo autostrade e ponti ma anche le scuole. Sarà un'operazione di manutenzione senza precedenti"

Linea dura da una parte contro Autostrade e studio di un piano alternativo per avocare a sé la messa in sicurezza infrastrutturale del Paese. Il governo Conte muove i primi passi nell'emergenza del crollo del Ponte Morandi e pare si stia indirizzando per un 'nuovo corso' della ricostruzione

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, esce allo scoperto con una proposta che, leggendo le sue parole, ha l'aria di essere invece progetto pensato in molte delle sue parti: "Non riguarderà solo la rete autostradale, i ponti, i viadotti, gli acquedotti, ma anche le scuole e le situazioni di rischio causate dal dissesto idrogeologico. Sarà un'operazione di manutenzione senza precedenti, con investimenti ingenti in lavori pubblici". Con quali fondi? E l'Europa? Giorgetti risponde anche a questo, sottolineando che "non esistono deficit, Pil, o parametri europei che tengano", convinti che l'Unione sarà "ovviamente benevola" a proposito della possibilità di sforare i vincoli di bilancio.

Nelle ore successive al crollo già il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, puntando il dito contro Autostrade, aveva parlando a caldo di necessità di "privatizzazione". Di certo nelle intenzione del governo c'è quella di prendere dei provvedimenti allo scopo di controllare con maggiore attenzione l'operato dei privati che hanno in gestione le infrastrutture. L'obiettivo principale è quello di costituire una banca dati, sotto il controllo del Mit, per programmare gli interventi di manutenzione e seguirne i lavori. In subordine, il Governo ha garantito di voler potenziare i servizi ispettivi da parte del Mit.

Cauta ma chiara la posizione di Forza Italia, aprendo così il dialogo con l'esecutivo, che chiede una commissione di inchiesta, rimanda al mittente "i processi sommari" e reclama maggiore sicurezza. Netto Renato Brunetta che sottolinea la necessità del "potenziamento delle infrastrutture, mettendo da parte il partito del no". Maria Stella Gelmini, accogliendo di fatto le parole di Giorgetti, parla di "una occasione per costringere l'esecutivo ad avviare un grande piano nazionale per le infrastrutture". Più diretta Mara Carfagna che 'benedice' il progetto del sottosegretario e afferma: "Valutiamo in modo positivo l'idea lanciata da Giancarlo Giorgetti di un piano di messa in sicurezza infrastrutturale che interessi strade e cavalcavia, ma anche scuole e aree del Paese a rischio idrogeologico. Forza Italia è e sempre sarà dalla parte di chi vuole modernizzare l'Italia".

Sul tema non si registrano posizioni da parte del Partito Democratico. Si distingue l'ex premier, Paolo Gentiloni, che abbraccia l'appello del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che ha chiesto unità, salvo però poi attaccare l'esecutivo: "A dare il buon esempio dovrebbe essere il Governo che purtroppo invece contribuisce a un clima di rissosa confusione indegno di un grande paese". 

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