Fumata nera per elezione Consulta Balduzzi, Bene e Casellati al Csm

Roma, 15 set. (LaPresse) - Nuova fumata nera del Parlamento in seduta comune per l'elezione di due componenti della Consulta. Alla decima votazione Luciano Violante e Donato Bruno, candidati sui quali si misura l'accordo Pd-Forza Italia, si fermano rispettivamente a 530 e 529 voti, a 40 lunghezze di distanza da quota 570 (i 3/5 del Parlamento riunito in seduta comune, composta da 630 deputati, 315 senatori e 5 senatori a vita). I nomi sul tavolo, tuttavia, rimangono. Dem e forzisti confermano le candidature di Violante e Bruno e addebitano alle assenze (802 i votanti su 950) la responsabilità dell'ennesima 'fumata nera'. "Il patto tiene. Abbiamo fatto un passo avanti", commenta il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, e anche tra i parlamentari di Forza Italia si respira ottimismo. "Domani basterà raggiungere quota 880 presenti per superare il quorum", azzarda qualcuno. A completare lo scrutinio le 123 preferenze di Felice Besostri (candidato M5S), i 95 voti ottenuti da Franco Modugno e i 13 del costituzionalista Augusto Barbera.

BALDUZZI, BENE E CASELLATI AL CSM. Eletti invece tre dei cinque membri laici del Csm mancanti. Hanno superato il quorum fissato a quota 482 (i 3/5 dei presenti) Elisabetta Casellati, in quota Forza Italia (489 voti), l'avvocato Teresa Bene, candidata Pd (486), e il senatore di Scelta civica Renato Balduzzi (486). Non ha raggiunto il quorum, invece, l'altro nome sponsorizzato da Forza Italia, Luigi Vitale, che si è fermato a 418 preferenze. Ci sono poi le 111 preferenze raggiunte dal candidato votato dal M5S, Alessio Zaccaria, e le 125 ottenute da Nicola Colaianni, nome un tempo nella rosa dei grillini, che ora prendono le distanze: "Se lo sono votato loro", si affretta a precisare Riccardo Fraccaro al termine delle operazioni di scrutinio.

DOMANI SI RITENTA PER IL VOTO PER LA CONSULTA. Il Parlamento in seduta comune tornerà a riunirsi domani alle 18, dal momento che deputati e senatori sono impegnati rispettivamente alle 10.30 e alle 15 con l'informativa del presidente del Consiglio Matteo Renzi sulle linee di attuazione del programma di Governo. Rimane in calendario alle 18.30 invece la direzione nazionale del Pd. "Non è sconvocata - conferma il vicesegretario Lorenzo Guerini -. Per altro non sono tanti i parlamentari che la compongono".

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