Formigoni: Porterò questa croce per 18 mesi e poi sarò assolto
L'ex governatore condannato a 6 anni per il processo Maugeri

"Amareggiato e sereno per una sentenza ingiusta. Sono convinto che sarò assolto in appello. Non capisco proprio come il tribunale sia potuto arrivare a questa conclusione". Queste le parole, intervistato da 'La Stampa', dell'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, condannato in primo grado a sei anni per il caso Maugeri. "La mia non è spavalderia. Sono sicuro della mia innocenza, come lo sono quelli che mi conoscono e mi hanno conosciuto soprattutto come amministratore. Sto ricevendo una valanga di telefonate di solidarietà, non solo di politici e del mio partito, ma soprattutto di cittadini comuni, di lombardi", racconta Formigoni, che si difende: "E' venuta meno l'accusa più grave che costituiva l'impalcatura e la sostanza dell'intero impianto accusatorio, cioè l'associazione a delinquere. Sono stati assolti Alberto Perego e tutti i dirigenti di Regione Lombardia. È stata riconosciuta la correttezza e la legittimità di tutte le delibere della giunta che erano state impugnate come presunta prova della corruzione. Ma poi condannano me come presidente della Regione. C'è una evidente contraddizione nella decisione del tribunale". "Andrò in appello e per un anno, un anno e mezzo dovrò portare questa croce sulle spalle - aggiunge l'ex governatore -, ma ho le spalle larghe e andrò avanti".

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