Fondi Lega, Matteo Salvini querela l'ex tesoriere Belsito

L'atto depositato dai legali della Lega è fondamentale per poter celebrare il processo. Per Bossi e il figlio Renzo ma questo punto il dibattimento non dovrebbe andare avanti: spetterà ai giudici della Corte d'Appello di Milano valutare

Il segretario della Lega Matteo Salvini, tramite i suoi legali, ha depositato nella cancelleria della Corte d'Appello di Milano una querela nei confronti dell'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, imputato per appropriazione indebita con Umberto Bossi e il figlio Renzo per aver usato i rimborsi elettorali del partito per coprire spese personali. In particolare, stando alle indagini, tra il 2009 e il 2011 Belsito avrebbe intascato circa 2,4 milioni, mentre il fondatore del Carroccio 208mila euro e Renzo di oltre 145mila euro.

L'atto depositato dai legali della Lega è fondamentale per poter celebrare il processo dato che, con la modifica del codice penale voluta dal governo Gentiloni, la magistratura non può più procedere d'ufficio per il reato di appropriazione indebita a serve una querela di parte. Atto che la Lega aveva tempo fino a fine novembre per depositare. In caso contrario il processo si sarebbe chiuso con la dichiarazione di improcedibilità e quindi sarebbero state cancellate le condanne inflitte in primo grado ai tre imputati. Nel luglio dello scorso anno al Senatùr Umberto Bossi erano stati inflitti 2 anni e 3 mesi di reclusione, un anno e 6 mesi al figlio Renzo e 2 anni e 6 mesi a Belsito.

Salvini ha deciso di presentare querela solo nei confronti dell'ex tesoriere e non di Bossi e del figlio, per i quali a questo punto il dibattimento non dovrebbe andare avanti. Spetterà ai giudici della Corte d'Appello di Milano, davanti ai quali il 10 ottobre scorso si era aperto il processo di secondo grado, valutare i termini della querela e se può essere estesa anche al fondatore del Carroccio e al figlio ex consigliere regionale, finito a processo anche per la vicenda della Rimborsopoli lombarda. Si tornerà in aula il prossimo 14 gennaio.

Dall'inchiesta milanese sulla gestione dei conti di via Bellerio, che ha messo fine all'epoca di Bossi alla guida della Lega, è partito anche il processo genovese sulla presunta maxi truffa legata ai rimborsi elettorali. Nell'ambito di questo filone la Corte d'Appello di Genova ha condannato Umberto Bossi ad 1 anno e 10 mesi, mentre Francesco Belsito a 3 anni e 9 mesi e ha confermato anche la confisca dei 49 milioni di euro che per i giudici la Lega avrebbe percepito illecitamente dallo Stato. Il partito di Matteo Salvini si è impegnato a restituirli a 'rate' di 600mila euro all'anno, depositandoli su un conto ad hoc. Tenendo conto che 3 milioni sono già stati sequestrati, occorreranno 76 anni per saldare il conto. Anche in questo caso la Lega aveva presentato querela per la sola appropriazione indebita contestata a Belsito, mentre non era stato necessario procedere per l'altro reato al centro del processo, ossia la truffa ai danni dello Stato. 

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