Fondi Lega, "contatti per un incontro con Mattarella". Ma il Colle: "All'oscuro di tutto"
Fonti del partito hanno riferito di una trattativa su un possibile colloquio post sentenza. Il Quirinale smentisce

Contatti Lega-Quirinale per un incontro sul caso dei fondi? Stando a quanto riferito da fonti del partito, le trattative sarebbero in corso e al rientro di Sergio Mattarella dalla missione in Lituania si potrà individuare una data per un colloquio. Peccato che dal Colle arrivino informazioni opposte. "Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è impegnato in una visita all'estero ed è all'oscuro di ogni contatto", si apprende dalla delegazione al seguito del capo dello Stato.

A chiedere l'incontro con il presidente era stato il segretario Matteo Salvini, indignato per la sentenza che ha colpito il Carroccio sui 49 milioni di euro di rimborsi elettorali spariti. "Milioni di italiani perbene si riconoscono nell'azione della Lega, mettere fuorilegge un partito per (eventuali) errori di altri risalenti a dieci anni fa non garantisce quello spirito di democrazia, libertà e partecipazione popolare su cui si fonda la nostra Costituzione e la nostra vita sociale. Ne parleremo col garante di questa Costituzione, col presidente della Repubblica, nel pieno rispetto dei tanti giudici, la stragrande maggioranza, che svolgono bene e con imparzialità, la loro funzione", le parole del ministro dell'Interno.

Sull'ipotesi di un faccia a faccia tra Salvini e Mattarella si è espressa duramente l'Anm. "In merito al dibattito successivo alla sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione relativa al sequestro di somme di un movimento politico, l'Associazione Nazionale Magistrati ribadisce con forza che i magistrati non adottano provvedimenti che costituiscono attacco alla democrazia o alla Costituzione, né perseguono fini politici, ma emettono sentenze in nome del popolo italiano, seguendo principi e regole di diritto di cui danno conto nelle motivazioni", si legge in una nota dell'Anm.

"L'evocare un possibile intervento del capo dello Stato nella vicenda risulta essere fuori dal perimetro costituzionale, così come le modalità con cui il dibattito si è alimentato creano confusione e rischiano di produrre effetti distorsivi sui precisi confini, fissati dalla Costituzione, tra la magistratura, autonoma e indipendente, e gli altri poteri dello Stato". Dunque "l'Anm rigetta ogni tentativo di delegittimare la giurisdizione e di offuscare l'imparzialità dei magistrati, principio costituzionale a difesa del quale continuerà sempre a svolgere la propria azione, auspicando che chiunque eserciti funzioni pubbliche abbia a cuore gli stessi fondamentali principi".

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