Fertility day, Lorenzin: C'è chi vuole il mio posto
Pioggia di attacchi alla ministra per la campagna, considerata razzista. Lei si difende: "La foto approvata era un'altra"

"Siamo in un Paese abbastanza particolare. La prima campagna non piaceva e l'abbiamo cambiata. La seconda campagna ha scatenato tutte queste polemiche. Io rispondo alle polemiche ma, ragazzi, parliamo di salute. Mi piacerebbe che tutti fossero focalizzati sulla cosa di cui stiamo parlando, la salute. In politica ci sono le strumentalizzazioni. C'è un sacco di gente che aspira a fare il ministro. Benissimo, io nel frattempo mi occupo di cure, prevenzione, fondo sanitario, accesso alle cure". La ministra della Salute Beatrice Lorenzin risponde agli attacchi sulla campagna per il Fertility day.

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"E' evidente che c'è stato qualche errore, se si è scatenato tutto questo clamore. Chi è responsabile della foto va a casa. La foto è diversa da quella che abbiamo vidimato, chi è responsabile va a casa, si assumerà le sue responsabilità", ha annunciato la ministra, che difende l'evento: "Il Fertility day è diretto a chi neppure sa cos'è la fertilità: ai giovani, uomini e donne, che non si pongono il problema. Ci sono stili di vita che influenzano la fertilità: la campagna li mette in luce, incentrando il discorso sulla prevenzione. Non è una campagna sulla natalità, ma su ciò che ci sta prima".

A margine del convegno sul Fertility day, Lorenzin ha spiegato: "La salute del maschio è importantissima: il maschio non si pone il problema, non fa visite, non si cura. Noi diamo molte informazioni in questo senso. Sulla sessualità maschile ci sono ancora molti tabù, se ne parla la prima volta e io evidentemente pago uno scotto", ha aggiunto ironica. Ma sui social e sui banchi dell'opposizione emerge la richiesta di dimissioni: "La ministra Lorenzin caccia la dirigente del ministero, sua sottoposta, per scaricare le proprie responsabilità per il manifesto razzista sul Fertility day. Se ne vada lei. E subito", scrive su Twitter Nicola Fratoianni dell'esecutivo nazionale di Sinistra Italiana.

 

Duro attacco anche da parte di Roberto Saviano, che accusa: "Si dimetta".

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