Fassino: Tagli? Renzi ci riceva subito, ci siamo stufati

Torino, 7 apr. (LaPresse) - "Dopo sei anni in cui si è chiesto molto a noi e poco agli altri è giunto il momento che si chieda molto agli altri e meno a noi". Il presidente dell'Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, in un'intervista su La Repubblica, sul Documento economico finanziario gioca d'anticipo, chiedendo al governo un incontro prima del varo definitivo. "Io non voglio aprire alcun balletto. Con il governo è necessaria una discussione a monte, prima che decisioni e cifre diventino immodificabili. Anche perché in questi anni sono stati i Comuni i primi ad aver contribuito al risanamento del Paese", aggiunge.

"Dal 2010 i Comuni hanno contribuito al risanamento con oltre 17 miliardi - spiega Fassino -, di cui 8,5 miliardi per il Patto di Stabilità e altri 8,5 come riduzione della spesa. Sforzo mai chiesto in uguale misura a nessuna altra amministrazione pubblica, partendo dai ministeri, mentre l'incidenza dei Comuni sul debito e sulla spesa pubblica è molto bassa".

"Voglio dire che alle amministrazioni che hanno la maggiore responsabilità del debito e della spesa pubblica non è stato chiesto un sacrificio pari a quello che hanno dovuto sopportare i sindaci - dice ancora Fassino - Facendo cento il debito, solo il 2,5% è imputabile agli enti locali. Facendo cento la spesa, solo il 7,5 si può attribuire ai Comuni. Dopo sei anni diciamo basta. Quando si parla di spesa nei Comuni bisogna sapere che cosa significa: asili nido, scuole materne, assistenza domiciliare, riassetto del territorio e promozione cultura. Siamo stufi di sentirci spiegare come bisogna gestire i Comuni da dirigenti ministeriali che un Comune non lo hanno mai visto. E non hanno mai amministrato nemmeno un condominio".

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