Falsi allarmi, Roma nel panico. Renzi risponde a bufale online

Di Fabio De Ponte

Roma, 20 nov. (LaPresse) - Scatta la psicosi terrorismo a Roma. Prima viene sospeso il traffico su un tratto della linea A della metropolitana per un pacco sospetto. Poi viene segnalato un uomo con un fucile all'ospedale San Giovanni. Infine gli artificieri intervengono in un'autogrill dell'A1, dove viene rinvenuto un trolley abbandonato.

Su internet si moltiplicano gli allarmi e in queste ore gira in particolare la registrazione audio di una presunta telefonata nella quale una donna allerta una conoscente: le dice che avrebbe scoperto che il Viminale sta nascondendo la verità, dicendo che gli allarmi bomba nella metropolitana sono veri e non falsi, come invece risulta. La telefonata si conclude con l'invito a evitare il centro di Roma e a restare nelle periferie. Le voci concitate sono convincenti e chi le ascolta viene senz'altro turbato.

Un messaggio che di telefonino in telefonino rimbalza fino a quello del premier Matteo Renzi, che a sua volta registra un contromessaggio audio. "Ragazzi buon giorno a tutti sono Matteo Renzi", esordisce, e poi avverte: "Un sacco di bufale e di messaggi strani" stanno circolando in rete. "Vorrei invitare tutti - dice - a non cascarci a non farvi fregare da questo clima che qualcuno vorrebbe creare". "E' fondamentale - sottolinea - è che non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa e farci vivere nella paura, senza uscire. Stare attenti è giusto, ma non dobbiamo lasciare all'isteria il compito di dominare la nostra vita".

Intanto, se l'allarme alla metro e quello all'autogrill vengono disinnescati rapidamente, quello al San Giovanni tiene banco per qualche ora. Un medico parla di un uomo entrato nel nosocomio con un fucile. Avvisa alcuni militari presenti sul posto, che chiamano a loro volta la polizia. Giungono squadra mobile, digos, antiterrorismo. L'uomo armato, però, si è già dileguato. Scatta la caccia all'uomo, mentre gli agenti perquisiscono anche gli appartamenti di suore e cappellani che prestano servizio all'ospedale. Il medico viene ascoltato. E' l'unico ad averlo visto. Gli viene anche chiesto di ricostruire l'accaduto e lui mima tutta la scena: l'uomo armato entra in ospedale, poi si ferma davanti ai pannelli che indicano la disposizione dei reparti.

Alla fine gli agenti concludono che si tratta di uno sbaglio e che il medico ha visto qualcosa che gli è sembrato un fucile ma non lo era. E la giornata si conclude con un altro allarme rientrato.

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