Europee, Pd approva la lista unitaria di Zingaretti. Dentro due si Mdp, minoranze si astengono

L'area Lotti-Guerini non digerisce la candidatura di Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1 al Senato nella passata legislatura

Da Macron a Tsipras pur di battere i sovranisti, aveva detto all'indomani della sua elezione a segretario Pd. E da Macron a Tsipras sarà. Nicola Zingaretti svela davanti alla direzione dem i nomi che compongono le liste in vista delle Europee.
Si va da Giuliano Pisapia a Carlo Calenda, dall'ex presidente Asi Roberto Battiston a Caterina Avanza (coordinatrice di En Marche e stretta collaboratrice di Macron), dal medico di Lampedusa Pietro Bartolo a Mamadou Sall, sindacalista Cgil a Firenze, dal sindaco di Melpignano, presidente dell'associazione Borghi d'Italia a Bianca Verrillo, avvocato impegnata nella violenza contro le donne.
Settantasei candidati in tutto, 39 donne e 37 uomini, anche se a far discutere sono in realtà solo due 'caselle' che compongono il quadro delle cinque circoscrizioni.

Dentro, infatti, ci sono due candidati di Articolo 1, gli ex dem che hanno lasciato il Pd in polemica con la gestione Renzi. Si tratta di Massimo Paolucci (candidato nella circoscrizione Sud in 13esima posizione su 18 nomi) e Cecilia Guerra (nona su 15 candidati nel Nord Est guidato da Carlo Calenda). E' proprio su di lei che arriva il niet di Base riformista, area guidata da Luca Lotti e Lorenzo Guerini, e dei giachettiani. Le minoranze, infatti, dopo una giornata di trattative, decidono di non poter 'digerire' la candidatura di quella che era la capogruppo di Mdp al Senato nella passata legislatura, che "in diverse occasioni - ricordano - ha preso la parola in aula per attaccare in modo duro il Pd". Arrivano 30 astensioni.

A spiegare la scelta dell'area Lotti-Guerini è Gianni Dal Moro: "Non siamo convinti che il principio di un non ritorno all'indietro sia in termine di rappresentazione delle candidature che di progetto politico sia stato completamente rispettato", dice. Si tratta, spiegano fonti parlamentari, di una "astensione costruttiva". Non è in discussione "l'apertura a sinistra", quanto le modalità di tale scelta. Nessun assalto alla diligenza, però: "In una fase come questa - viene sottolineato - resta comunque di fondamentale importanza tenere sempre in primo piano l'unità del partito".

Zingaretti si dice "dispiaciuto" dal fatto che non si sia arrivati a un voto unanime. "Abbiamo faticato ma abbiamo garantito al 100 per cento il pluralismo interno e aver aperto le liste a una parte di paese non iscritta al Pd è stato faticoso ma credo di poter dire che ci siamo riusciti. Le liste risulteranno nello scontro elettorale come l'unica alternativa al governo gialloverde per salvare l'Europa", dice. Della partita sarà Carlo Calenda: "Sono felice per le candidature di tanti firmatari di Siamo Europei, a partire da Pisapia e Tinagli, numero uno e due nel Nord Ovest, e Puzzolo e Spicola nelle isole. Non condivido come noto l'ingresso dei due candidati di Mdp nelle liste per mancanza di coerenza con il programma. Ma ora basta polemiche - è l'invito - si lavora tutti insieme per vincere le Europee".
 

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