Europee 2019, Calenda lancia il manifesto che unisce il Pd. Sì di Martina, Gentiloni e Zingaretti
Europee 2019, Calenda lancia il manifesto che unisce il Pd. Sì di Martina, Gentiloni e Zingaretti

L'annuncio su Twitter dell'ex ministro dello Sviluppo economico: "Sarà un'Europa del progresso, delle competenze, della cultura, della scienza, del volontariato, del lavoro e della produzione"

L'ex ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, scende in campo in vista delle Europee di fine maggio e unice un Pd affaticato dalle divisioni interne. Il suo Manifesto "Siamo Europei" per la "costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni" ha raccolto il consenso dei big del Pd Maurizio Martina, Nicola Zingaretti (entrambi candidati alle primarie del partito previste il 3 marzo) e Paolo Gentiloni.

"Bene ci siamo - c'è scritto nel manifesto di Calenda -. Su siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia e l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli". 

"Il nostro è un grande paese fondatore dell'Unione Europea, protagonista dell'evoluzione di questo progetto nell'arco di più di 60 anni", si legge ancora. "E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d'Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza, economica e politica, dipendono dall'esito di questo processo". 

"Per la prima volta dal dopoguerra - continua il documento - esiste il rischio concreto di un'involuzione democratica nel cuore dell'Occidente. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L'obiettivo non è conservare l'Europa che c'è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell'umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent'anni".

Un'Europa del progresso, delle competenze, della cultura, della scienza, del volontariato, del lavoro e della produzione. Queste le parole chiave lanciate da Calenda che sottolinea come ci siano tre sfide cruciali da affrontare. Il radicale "cambiamento del lavoro e, dunque, dei rapporti economici e sociali, a causa di un'ulteriore accelerazione dell'innovazione tecnologica", il rischio ambientale e la "necessaria costruzione di un modello di sviluppo legato alla sostenibilità", fino alla lotta contro uno scenario internazionale "più pericoloso e conflittuale". 

Gli appoggi di Zingaretti, Martina e Gentiloni - Un programma che trova il pieno appoggio di Maurizio Martina: "Ci sono! Aderisco a #siamoeuropei - scrive in un tweet l'ex segretario dem -. E alle primarie Pd del 3 marzo lanciamo i volontari per la nuova Europa #fiancoafianco". "Io propongo - aggiunge - di fare della convenzione nazionale Pd, prevista per sabato 2 febbraio, il primo evento di campagna elettorale di tutto il partito verso le europee con i tre candidati che andranno alle primarie del 3 marzo. Non ci sono divisioni tra noi sulle europee anzi possiamo lavorare uniti e aperti. Io guardo con grande attenzione al manifesto di progetto che sta promuovendo Carlo Calenda. Va nella direzione giusta". 

Altro tweet è arrivato dall'ex premier Paolo Gentiloni: "Democratici e europeisti. L'appello per una lista unitaria promosso da Carlo Calenda indica una strada giusta per fermare il nazional populismo. Proviamoci #siamoeuropei". 

Anche Nicola Zingaretti, altro candidato come Martina alle Primarie del prossimo 3 marzo, è d'accordo con Calenda: "Bene il manifesto - commenta il presidente della Regione Lazio -. Un utilissimo contributo alla ricostruzione di un campo largo di forze diverse che si impegnano per rifondare e difendere l'Europa. Proviamoci". 

I firmatari. Nell'elenco dei primi firmatari compaiono i nomi di industriali, imprenditori, amministratori locali e intellettuali: da Alberto Bombassei e Paolo Scudieri a Sergio Chiamparino, Dario Nardella, Beppe Sala, Stefano Bonaccini, ed Enrico Rossi. 

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