Essere antifascisti in Europa. L'Anpi lancia la risposta politica al sovranismo

Convegno a Roma introdotto da Aldo Tortorella. Interventi da mezza Europa. Appello al voto contro le forze neofasciste alle prossime europee

Sono arrivati dalla Polonia, dalla Serbia, dalla Francia, dall'Ungheria, dalla Russia e dalla Spagna. C'era mezza Europa antifascista e antisovranista ieri e questa mattina al convegno dell'Anpi (Palazzo Merulana, Roma) dal titolo chiaro e diretto: "Essere antifascisti oggi in Europa - Emergenza democratica, una risposta unitaria e democratica a vecchi e nuovi fascismi". E altrettanto chiaro e diretto è l'appello finale che individua nelle prossime elezioni europee un momento cruciale per tentare di fermare l'onda sovranista che vuole conquistare l'Europa. Un appello in tre punti: 1) Invitiamo a sostenere nelle prossime elezioni europee le forze che si contrappongono senza ambiguità alle formazioni sovraniste, razziste e fasciste. 2) Ci impegniamo a dar vita a una rete permanente di associazioni e organizzazioni antifasciste 3) Daremo vita ad un prossimo appuntamento comune per i primi mesi del 2019.

Un convegno e le relative iniziative che pongono il problema di una risposta politica al dilagare dell'odio (razziale, sessuale, persino "sociale") che, partendo dalla rabbia di tanta gente offre soluzioni basate sul rapporto diretto tra l'uomo "al comand" che sia di volta in volta un miliardario americano on un "capitano" leghista che parla attraverso i social solleticando i lati peggiori della "pancia" della gent.  

Ha introdotto Aldo Tortorella (lucidissimo nonostante i 92 anni), a suo tempo direttore dell'Unità e dirigente del Pci di Enrico Berlinguer. Tortorella ha sottolineato la mancanza di memoria che sta alla base del dilagare delle posizioni neofasciste e sovraniste e ha delineato rapidamente la storia dell'antifascismo: " che non è stato soltanto l'autore della lotta vittoriosa contro il fascismo, ma il creatore di un possibile ordine nuovo nel mondo. La esplicita rinascita fascista - ha aggiunto - non è più solo un fatto estremo, di vecchi nostalgici ma si accompagna ad una cultura - a un'incultura – fascistoide in movimenti non dichiaratamente fascisti che conquistano vasti consensi. Torna il nazionalismo sciovinista, il razzismo, l'attacco alla libertà di stampa, l'insofferenza per l'opposizione, l'attacco ai diritti del lavoro e ai diritti civili, l'insofferenza per la liberazione femminile, l'omofobia". Tortorella ha analizzato le cause del nuovo fascismo che mettono radici nella crisi, nelle profonde diseguaglianze a cui la sinistra e i governi non riescono a dare risposte adeguate. E ha spiegato il ritorno al rapporto diretto capo-supremo (Trump) dove il presidente americano si rivolge direttamente alle persone e, soprattutto, indica la politica di rappresentanza come colpevole di tutto.. "Non dimentichiamo quello che porta con se l'esasperazione nazionalistica. La guerra è al di la del mare. Ma già tornò in Europa nei Balcani ed ora cova ai confini della Russia. La violenza, di cui si nutre una società fondata sulla reciproca sopraffazione, tracìma e diventa endemica. Tocca agli antifascisti riprendere e sostenere la cultura della pace come bene supremo e partecipare a costruire una Europa democratica, socialmente giusta, culturalmente illuminata".

Poi, una serie di interventi dagli esponenti internazionali. Preceduti dalla lettura del saluto di Liliana della senatrice a vita Liliana Segre che ha scritto, tra l'altro: "Un clima brutto ed allarmante percorre l’Europa. L’ultimo episodio a Roma, dove sono state espiantate alcune ‘pietre d’inciampo’ a ricordo di cittadini ebrei romani strappati dalle loro case e finiti nei campi di sterminio nazisti o trucidati alle Fosse Ardeatine, suscita vergogna ed allarme. Bisogna reagire, tenere sempre la guardia alta. Dobbiamo chiedere alle istituzioni ed alla classe politica di fare con impegno il proprio dovere e di evitare ogni comportamento ed ogni stile di vita o di linguaggio che possa apparire corrivo con il clima deteriore che va montando".

Manuela D'Avila (Partito dei lavoratori - Brasile) - "Molti mi chiedono preoccupati come sarà il Brasile di Bolsonaro. Ha detto che metterà migliaia di persone in prigione. Ha messo in atto una strategia di abbattimento del nemico (non dell'avversario) con tutti mezzi. Sarà un governo autoritario e violento pieno di interessi economici. Sono contenta di essere qui oggi con l'ANPI e gli antifascisti europei. Dobbiamo essere uniti per poter resistere".

Manuela Gretkowska - Fondatrice Women’s Party - Polonia - Gretkowska ha descritto così il regime di Kaczynski: "Attualmente Kaczynski è un deputato, ma in realtà è lui che governa. Ha distrutto e eliminato la stampa e i media indipendenti. Il governo ha inoltre modificato la natura stessa della scuola e dell’università. a i diritti delle donne sono stati ridotti e compressi. L’aborto è vietato, salvo nei casi di stupro e malformazioni del feto. Kaczynski vuole vietarlo anche in questi casi. Le donne in Polonia sono come le sirene, per metà animali".

Vilmos HANTI, Presidente FIR ‐ Federazione Internazionale dei Resistenti - Ungheria -" Dobbiamo chiederci cosa possono fare persone, comunità, organizzazioni antifasciste per rafforzare i valori anti‐fascisti in tali circostanze terribili? Dobbiamo proclamare che oggi ognuno è un antifascista le cui parole o azioni rappresentano l'umanità, la tolleranza e l'uguaglianza".

 

.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata