Esodati, sindacati davanti a ministero Economia. Salvini: Governo dia risposte

Roma, 15 set. (LaPresse) - Garanzie e risposte "adeguate" o sarà "guerra a oltranza". La Lega Nord sale sulle barricate e dà vita a una dura protesta contro il Governo sulla vicenda degli esodati, che arriva fino all'occupazione del ministero del Tesoro e delle aule parlamentari. Nel mirino del Carroccio c'è la legge Fornero sulle pensioni, che "va cambiata" perchè, spiegano gli esponenti leghisti, è "indegno lasciare le persone senza pensione e salario".

Il segretario federale del partito, Matteo Salvini, irrompe al presidio dei lavoratori esodati davanti alla sede del ministero dell'Economia, in via XX Settembre, al quale hanno preso parte anche i sindacati, e non usa mezze parole: "Siamo pronti a votare anche una legge del Pd per superare la legge Fornero che ha rovinato milioni di italiani: o si cambia o sarà guerra".

Striscioni e slogan intonati contro il Governo fuori dal ministero, dove si radunano circa 300 esodati. La 'guerra' del Carroccio inizia poco dopo, quando lo stesso Salvini e una delegazione di parlamentari leghisti, dopo aver incontrato il sottosegretario Baretta, si dichiarano "insoddisfatti" delle risposte e decidono di rimanere a oltranza nella sala Azzurra del palazzo, in attesa di un segnale da parte del titolare del dicastero Padoan.

Il faccia a faccia con il ministro, tuttavia, non si concretizza. E la protesta si sposta nel pomeriggio nelle aule parlamentari. Prima in quella di Montecitorio, poi a palazzo Madama, i parlamentari leghisti occupano i banchi riservati al Governo, esponendo cartelli contro l'esecutivo: 'Renzi nemico dei pensionati', 'Giù le mani dai pensionati' sono le scritte che compaiono in aula.

La protesta si ferma qualche minuto dopo, ma è destinata a proseguire nei prossimi giorni: la Lega non ha difficoltà ad affermare che se non ci saranno soluzioni in grado di risolvere "il dramma" di tutti gli esodati, "le occupazioni e le azioni eclatanti messe in atto oggi sono solo l'antipasto".

I capigruppo di Camera e Senato, Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio, lo sostengono con convinzione: "Le occupazioni di oggi si tradurranno in gesti addirittura più eclatanti se il Governo si comporterà ancora una volta da ladro e farà sciacallaggio sulla pelle della povera gente. Un ultimatum? Sì, chiamatelo pure così".

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