Emilia Romagna, Pd nel caos: Richetti e Bonaccini indagati per peculato

Bologna, 9 set. (LaPresse) - Matteo Richetti, deputato del Partito democratico, si è ritirato dalle primarie del centrosinistra per la corsa alla presidenza della Regione Emilia Romagna. L'annuncio, prima con un sms ("Mi fermo qui"), poi con un lungo post su Facebook, arriva lo stesso giorno in cui il suo avvocato, Gino Bottiglioni, conferma che il parlamentare modenese, 40 anni, ex presidente dell'assemblea legislativa emiliano-romagnola, è tra gli indagati dell'inchiesta sulle spese pazze in Regione. Richetti è iscritto nel registro degli indagati per peculato. Anche Stefano Bonaccini, il candidato forte rimasto in lizza per le primarie del centrosinistra in Emilia Romagna, è indagato per peculato nell'inchiesta per le spese pazze in Regione. Lo ha confermato lo stesso politico modenese, responsabile degli enti locali del Pd. "Ho appreso poco fa - ha spiegato - che la Procura sta svolgendo accertamenti anche sul mio conto e ho già comunicato, attraverso il mio legale Vittorio Manes, di essere formalmente a disposizione per chiarire ogni eventuale addebito. Confido di poter dare al più presto ogni opportuno chiarimento".

"La rinuncia alla candidatura alle primarie - afferma il legale di Richetti - non è assolutamente legata all'indagine per peculato". "La decisione - conferma - è politica". Questa mattina l'avvocato Bottiglioni ha verificato l'esistenza del procedimento a carico di Richetti, "che peraltro era nell'aria, ma non si può per ora sapere con certezza se riguardi la questione delle auto blu". Il nome di Matteo Richetti compare nell'esposto presentato da Andrea Defranceschi, del Movimento 5 Stelle, sulle auto "da casa a casa" nel periodo in cui era stato presidente dell'assemblea regionale, cioè fino al 2012. "Guardiamo con rispetto la decisione di Matteo Richetti - dice Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd - di non candidarsi alle primarie in Emilia Romagna e apprezziamo il suo gesto di tutelare il bene del Pd e dell'istituzione regionale". "In attesa di notizie ufficiali - aggiunge -, confidiamo potrà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli verrebbero contestati".

Nel post su Facebook, Richetti spiega che la sua è stata una decisione "sofferta e meditata", ma dettata dalla mancanza di "unità, un valore che non va solo dichiarato, ma anche praticato". Neanche 24 ore fa, sullo stesso profilo, Richetti aveva annunciato di aver trovato le firme necessarie, che sarebbero state presentate oggi, e di essere quasi pronto alle prime iniziative. A questo punto si attende di conoscere a chi andrà il suo appoggio: rimangono due, al momento, i candidati Pd in corsa, Stefano Bonaccini e Roberto Balzani, più Matteo Riva del Centro Democratico.

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