Emilia Romagna, ex capigruppo Regione devono restituire 1,2 milioni

Bologna, 26 giu. (LaPresse) - Si aggiunge un altro capitolo alla vicenda delle spese pazze dei consiglieri regionali che ha travolto, a fine 2014, l'Emilia Romagna. Gli ex capigruppo dei partiti dovranno restituire 1,2 milioni di euro di beni allo Stato. A deciderlo la Corte dei conti dell'Emilia Romagna, che ha confermato a LaPresse la notizia. A dicembre dell'anno scorso era scattato, su richiesta della procura contabile, il sequestro conservativo dei beni dei consiglieri - già messi sotto inchiesta dalla Corte dei conti - da parte della guardia di finanza. Le cifre contestate riguardavano le spese effettuate dai consiglieri nel 2012, considerate estranee alla loro attività amministrativa. Il sequestro dei beni era stato autorizzato, in via cautelativa e in attesa di accertamenti, sulla base di un decreto del presidente della Corte dei conti. Era stato effettuato trattenendo le indennità che gli ex capigruppo dovevano ricevere dall'assemblea legislativa regionale o da altre amministrazioni, ma anche dai beni immobili di loro proprietà. Ora è arrivato anche il benestare dei giudici della sezione giurisdizionale dell'Emilia Romagna.

Coinvolti nella vicenda tutti gli ex capigruppo dei partiti in Regione: Pd, Pdl, Movimento 5 stelle, Idv, Udc, Sel, Federazione della sinistra e gruppo Misto. Escluso dalla restituzione solo l'ex capogruppo della Lega Nord, Mauro Manfredini, deceduto a ottobre del 2014.

Ecco gli importi delle cifre sequestrate, arrivate già a dicembre 2014 dalla Corte dei conti: a Marco Monari, allora capogruppo Pd, sono stati sequestrati 614.954 euro; a Liana Barbati (Idv) 147.867 euro; a Gianguido Naldi (Sel) 108.020 euro; a Luigi Giuseppe Villani (Pdl) 101.879 euro; a Matteo Riva (gruppo misto) 96.817 euro; a Roberto Sconciaforni (Fds) 89.350 euro; a Silvia Noè, capogruppo dell'Udc, 46.415 euro; Ad Andrea Defranceschi (M5S) 67.304 euro. Fu proprio questo provvedimento a determinare l'espulsione del pentastellato dal Movimento, attraverso un post di Beppe Grillo sul blog, e la fine della sua corsa a presidente della Regione.

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