Elezioni, Storace (La Destra): Faremo campagna con nostro simbolo

Roma, 27 dic. (LaPresse) - "Tra stasera e domani il gruppo dirigente de La Destra si ritrova per avviare la campagna elettorale per le politiche 2013. La faremo col nostro simbolo, che non avrebbe alcun senso gettare a meno di due mesi dalle elezioni. La faremo con la coalizione di centrodestra se si farà chiarezza sul programma nel nome della sovranità popolare. La faremo con i nostri candidati, se tutti saranno capaci di mostrarsi all'altezza della sfida che abbiamo di fronte dopo il quinquennio trascorso fuori dal Parlamento. Ne parleremo questa sera, con l'ufficio politico del partito; e domani con la direzione nazionale". E' quanto scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, sul sito del partito e su Il Giornale d'Italia.

"Ne approfitteremo anche - aggiunge Storace - per fare il punto sulla raccolta delle firme per presentarci alle elezioni, pure con i pasticci che stanno compiendo governo e Parlamento. Ma questo non deve rappresentare un alibi per i nostri dirigenti: chi è fermo o non è capace, va sostituito senza indugio". "Lanceremo una grande battaglia - aggiune ancora - contro la sinistra e contro i restauratori che si mimetizzano dietro l'alleanza italo-germanica nel nome della moneta e col volto di Mario Monti. E' insopportabile la spocchia del premier che se ne va. Pretende di dettare legge, con lui il debito pubblico è aumentato di dieci miliardi ogni trenta giorni, altro che storie".

"L'alleanza che vorremmo costruire - spiega Storace - in alternativa ai mostri della finanza globale deve saper competere sul piano della chiarezza. Mai più governi tecnici supportati da chi intende fare della sovranità la propria bandiera. E noi di questo parleremo e tutti se ne dovranno fare una ragione. Non svendiamo la nostra identità per qualche seggio. Vogliamo seggi per rappresentare l'Italia e non la Germania. Spero che il centrodestra non si voglia perdere nelle minuzie. Già è difficilmente comprensibile l'operazione che ha portato ad un'alleanza con chi ha fatto una scissione cinque minuti fa; a noi non la perdonarono per cinque anni. Evidentemente il cognato di Giancarlo Tulliani era più importante dei fratelli d'Italia".

"Facciano come credono in casa Pdl - conclude il segretario nazionale de La Destra - Se hanno dato il via libera a La Russa e alla Meloni per poi riprenderseli in alleanza, in fondo è affare loro. Noi, con La Destra, che non ha alcun motivo per sciogliersi all'ultimo miglio, lavoreremo per costruire il nostro progetto politico. Che dopo le elezioni, ovviamente, dovrà puntare ancora più in grande e lì davvero si scopriranno le carte. Le carte di chi le avrà ancora. Compreso chi non ci ha voluto seguire adesso. Noi, ora, abbiamo il dovere di andare avanti. Non siamo disponibili a subire la fine della destra italiana tenacemente perseguita da Gianfranco Fini. Nè vogliamo pensare che ci siano suoi emuli in sedicesimo di nuovo in circolazione. Sappiamo che alle elezioni ci presenteremo a nome di una tradizione che non abbiamo voluto cancellare".

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