Elezioni, Pd in picchiata. Leu supera soglia 3%. Rosato: "Noi a opposizione"
Il dem: "Con questi dati la nostra somma, Insieme e Liberi e Uguali darebbero lo stesso risultato del 2013"

Quella del 4 marzo è la sfida tra ex, Pd contro Leu, il partito di Renzi contro chi nel partito renziano non voleva più starci. Se i primi exit poll fossero confermati, con i democratici dati fra il 22% e il 20% e le proiezioni che li danno al di sotto del 20%, sarebbe la sconfitta del segretario, la seconda batosta dopo quella del referendum del 4 dicembre 2016. E sarebbe una 'vittoria di Pirro' per Liberi e Uguali, fermo tra il 3 e il 5% sia alla Camera che al Senato.

"Con questi dati la somma di Pd, Insieme e LeU darebbero lo stesso risultato del 2013", ha detto a caldo il dem Ettore Rosato a 'Porta a porta', a sottolineare le conseguenze dello strappo. Ma la storia del centrosinistra italiano ha preso un'altra piega. Ed è facile immaginare che, quando il quadro dei risultati sarà definito, rimbalzeranno di nuovo accuse da entrambe le parti. Quel che è certo è che il centrosinistra, insieme o diviso, dovrà scegliere cosa fare e come nella prossima legislatura. Rispetto al boom del M5S, Rosato non ha dubbi: "Noi saremo all'opposizione, noi siamo alternativi ai Cinquestelle. Se avrà i numeri per governare, governi", commenta chiudendo le porte ai pentastellati.

Incerta la posizione di Liberi e Uguali. "Noi siamo fermi nel dire 'no' a qualsiasi governo con la destra, con Salvini e Berlusconi", diceva nell'ultimo giorno di campagna elettorale Pietro Grasso, spiegando che un eventuale 'governo di scopo' cui Leu sarebbe favorevole comprenderebbe anche il Pd ma non le destre. Altalenante invece la posizione di LeU rispetto a un sostegno esterno a un esecutivo Cinquestelle. Fino a mezzanotte e mezza nessun commento da Matteo Renzi, chiuso nella sede del Nazareno insieme ai ministri Luca Lotti e Maurizio Martina, vicesegretario del partito. In gioco, secondo parte dell'opposizione interna ed esterna a Renzi, c'è il suo ruolo di segretario. Ma Renzi aveva già fatto sapere nei giorni scorsi che, anche in caso di sconfitta, non avrebbe fatto alcun passo indietro. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata