Elezioni, media stranieri: Vincono urla e bugie. È fenomeno Grillo

New York (New York, Usa), 25 feb. (LaPresse) - Le elezioni italiane campeggiano sui siti dei giornali di tutto il mondo. Dalle testate del Vecchio continente, preoccupate per il futuro dell'Italia in Ue, fino agli Stati Uniti, dove la Casa Bianca segue con attenzione i risultati del voto. Il New York Times celebra Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle che emergono come i grandi vincitori. La Bbc parla invece di elezioni che si sono svolte in un Paese in preda alla "profonda recessione", nel quale sono state prese misure di austerità dal governo Monti, che "hanno causato un esteso risentimento pubblico". "Il voto - afferma il sito dell'emittente - è seguito attentamente anche nell'eurozona, con il futuro impegno del governo italiano a rispettare le misure di austerity". La Bbc denuncia inoltre il pessimismo di molti elettori italiani relativo al futuro del governo del Paese. Durissima le lettura del quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung che, sopra a una fotografia a tutto schermo di Berlusconi, titola: 'In Italia governano populismo, urla e bugie'.

Attenzione al voto è dedicata anche dal quotidiano britannico Guardian, che si sofferma sulla discrepanza tra exit poll e risultati effettivi. Dagli Stati Uniti, l'Huffington Post definisce la corsa elettorale molto serrata. "Alcuni sondaggi - scrive - mostrano il centrosinistra di Bersani nettamente in testa", ma i voti di protesta potrebbero complicare la situazione e dati "conflittuali mostrano anche che il partito di Berlusconi è in testa alla corsa al Senato". Il San Francisco Chronicle teme una paralisi del Parlamento, così come lo spagnolo El Pais, che parla di "ingovernabilità". Parola utilizzata anche dal francese Le Monde, che però dedica un articolo a Grillo chiamandolo "il grande vincitore". Chiave economica per Die Welt che titola: 'Le elezioni italiane bruciano 20 miliardi di euro nel mondo', e dedica poi un articolo a Berlusconi che, dice, "comunque si sente vincitore".

Bloomberg si concentra sul crollo dell'euro al suo valore più basso nelle ultime sei settimane, legato in parte alle elezioni italiane, i cui "primi risultati parziali - scrive - suggeriscono che la corsa a quattro potrebbe terminare con un Parlamento diviso, il che richiederebbe altre elezioni". "Crediamo - commenta Sireen Harajli della sede newyorkese del Credit Agricole SA - che l'euro resterà sotto pressione fin quando non avremo maggiore chiarezza. C'è tanta incertezza e sta pesando sull'euro e sui risk asset in generale". L'euro è sceso dello 0,4% alle 13.41 ora di New York, toccando 1,3137 dollari, il suo punto più basso dal 10 gennaio.

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