Elezioni, le 'liste' degli impresentabili: da destra a sinistra, fino ai M5s
Ultimo lo scandalo a Napoli per voto di scambio coinvolge un esponente Fdi, Ma la lista è lunga

M5S, Pd e centrodestra. La campagna elettorale per le prossime elezioni del 4 marzo più che di comizi è scandita da inchieste giudiziarie, avvisi di garanzia ed espulsioni. Ultimo lo scandalo scoppiato a Napoli con reati che vedono diversi esponenti del centrodestra indagati per corruzione e finanziamento illecito ai partiti nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

Tra i nomi spuntano quelli del consigliere regionale Luciano Passariello di Fratelli d'Italia, candidato alla Camera nel collegio di Secondigliano, e un uomo della destra partenopea, Agostino Chiatto, oggi dipendente della Sma, società sotto inchiesta. Sotto la lente di ingrandimento dello Sco e la polizia di Napoli, guidati dal capo Giovanni Melillo e il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ci sarebbero almeno 10 indagati, che si vanno ad aggiungere alla lunga lista degli impresentabili, che in modo trasversale, tocca dal centrosinistra al centrodestra.

Nel centrodestra si parte da Luigi Cesaro, indagato per voto di scambio, con all'attivo una indagine per minacce aggravate da metodo camorristico. Domenico De Siano, coordinatore Fi in Campania, capolista a Napoli, è imputato per corruzione per le mazzette sugli appalti a Ischia. Sempre in Forza Italia troviamo Ugo Cappellacci, capolista in Sardegna, è imputato per abuso d'ufficio nello scambio nello scandalo P3.

Nelle fila del Pd c'è Piero De Luca, capolista alla Camera nel plurinominale di Caserta e nell'uninominale di Salerno, imputato per bancarotta fraudolenta per il crac Ifil. Umberto Del Basso De Caro, capolista Pd a Benevento nel proporzionale, è indagato per tentata concussione e voto di scambio per alcune sue intercettazioni. A Salerno i Dem propongono Eva Avossa per la Camera, è imputata nei processi di abuso d'ufficio per il Crescent e gli appalti di Salerno.

Diverso il discorso per il Movimento 5 Stelle per lo scandalo rimborsopoli, su cui non sta indagando la magistratura, ma che ha scosso il movimento, che sta procedendo con le espulsioni. La lista di chi non ha versato presentata dal candidato premier grillino, Luigi Di Maio consta quindi di otto nomi: Ivan Della Valle (non ha restituito 270 mila euro), Girolamo Pisano (200 mila), Maurizio Buccarella (137 mila), Carlo Martelli (81 mila), Elisa Bulgarelli (43 mila), Andrea Cecconi (28 mila), Silvia Benedetti (23 mila) ed Emanuele Cozzolino (13 mila). Accusati di massoneria e quindi non in regola con il codice deontologico dei pentastellati, Pietro Landi, candidato nel collegio uninominale della Camera a Lucca, Bruno Azzerboni, candidato in Calabria, e Cateno Vitiello, in corsa a Napoli. 

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