Elezioni, incontro Corbyn-Grasso. Mariotti: "Lezione Labour per parlare a giovani"
Il leader di Leu a Londra dal capo del partito laburista britannico. Intervista alla candidata alla Camera nella circoscrizione estera

Un incontro per discutere di giovani, disuguaglianze e rischio per la democrazia rappresentato dalle nuove destre. È quello avvenuto a Londra tra il presidente del Senato e candidato di LeU Pietro Grasso e il leader del partito laburista britannico Jeremy Corbyn. "Il leader laburista sta raccogliendo grandi consensi tra i giovani in Gran Bretagna, perché ricorda a tutti quale sia la grande questione dei nostri tempi: le disuguaglianze che, ormai intollerabili, mettono a rischio le fondamenta della democrazia e permettono alle peggiori destre di farsi spazio nella società. Con Corbyn condividiamo le idee necessarie per combatterle: più case, lavoro, salute, istruzione. L'Europa si ricostruisce su queste cose, sul rilancio di un nuovo Stato sociale che sia in grado di rispondere ai bisogni della gente", ha commentato Grasso sul suo profilo Facebook. 

"C'è poi un tema, tra quelli affrontati nel nostro incontro, di cui in Italia nessuno parla: la casa - ha scritto ancora il leader di LeU -. Sono 50mila le persone senza casa e 700mila quelle che non riescono più a sostenere un mutuo. Dobbiamo affrontare l'emergenza abitativa senza aumentare il consumo di suolo. Possiamo farlo: basta rendere meno conveniente tenere sfitti gli immobili; riconvertire a uso abitativo parte del patrimonio demaniale come le caserme; creare un fondo per affittare - fissando un prezzo massimo - gli immobili in pegno alle banche e restituire dignità alle aree interne che si stanno spopolando". "Possiamo e dobbiamo farcela: perché ogni persona ha diritto a un tetto dignitoso sopra la testa e lo Stato deve occuparsene", ha concluso il presidente del Senato. 

Per Chiara Mariotti, 35 anni, candidata alla Camera nella circoscrizione estera per Liberi e Uguali, "la campagna elettorale riguarda anche gli italiani all'estero, la politica non deve dimenticarli. Solo nel Regno Unito ci sono 250mila elettori che stanno votando in questi giorni. Chiedono che siano difesi i loro diritti, a partire dalla libertà di movimento, e non vogliono essere considerati cittadini di serie B", ha detto Mariotti, originaria di Scandicci (Firenze), che è residente a Londra del 2007 ed economista per Oxfam. Il gruppo di LeU 'Uk and Ireland' ha organizzato l'incontro tra Pietro Grasso e il leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn, di cui LeU ha ripreso lo slogan: 'Per i molti, non per i pochi'.

Qual è il significato di questo faccia a faccia?

"È un incontro su cui abbiamo lavorato per mesi qui a Londra. Vogliamo prendere ispirazione dalla lezione del Labour di Corbyn, che ha dimostrato che un progetto politico radicale e credibile, con rappresentanti che parlano un linguaggio progressista, può fare presa sull'elettorato e anche tra i giovani. Con Corbyn condividiamo l'idea che l'Unione europea debba tornare ad avere una visione sociale, solidale e democratica, più di quanta ne abbia avuta negli ultimi decenni. Per noi il tema della libertà di movimento delle persone non si può separare da quello della lotta alle disuguaglianze".

"La grande questione aperta in Europa oggi si chiama Brexit. Cosa vi aspettate?"

"A Pietro Grasso abbiamo chiesto di condividere con Corbyn le preoccupazioni degli italiani che vivono nel Regno Unito. Al leader del Labour proponiamo di incontrare le associazioni di cittadini italiani e europei. Chiediamo che la libertà di movimento sia tutelata e che non ci siano cittadini di serie A, serie B e serie C. La Brexit ci mette di fronte alla necessità di un progetto europeo".

"Come vivono queste elezioni gli italiani all'estero?"

"Il tema dell'emigrazione italiana dovrebbe essere sui giornali tutti i giorni, perché riguarda migliaia di giovani e meno giovani. Solo nella città di Londra sbarcano 2mila persone al mese. Qui vivono 350mila italiani, quasi quanto la popolazione di Firenze. E sono 250mila gli elettori iscritti all'Aire in Gran Bretagna. Molte di queste persone sono partite per bisogno, per cercare lavoro, ma non trovano sicurezza nemmeno qua. È necessario fare qualcosa anche per loro, creare servizi per assistere questo tipo di migrazione".

Che impressione fa la campagna elettorale vista dall'estero?

"Da fuori c'è molta preoccupazione per le derive nazionaliste e xenofobe che si sono viste in Italia negli ultimi mesi. Abbiamo la consapevolezza che noi, come emigrati, abbiamo la responsabilità di raccontare ai nostri connazionali come la migrazione possa essere un fenomeno che arricchisce sia chi arriva sia chi riceve". 

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