Elezioni, Di Maio apre alle alleanze: "Se non prendiamo il 40%, governeremo con chi ci sta"
Il candidato premier M5s contrario al Gentiloni bis: "Mi terrorizza". E pronto al confronto tv con gli altri sfidanti. Di Battista non sarà tra i ministri

"Se alle elezioni non dovessimo arrivare al 40 per cento, la sera faremo un appello a tutte le forze politiche entrate in Parlamento e governeremo con chi ci sta". Apre alle alleanze il candidato premier del M5s, Luigi Di Maio, in un'intervista a Circo Massimo, su Radio Capital. Aggiungendo che "la nostra squadra di governo sarà patrimonio del Paese non del Movimento 5 stelle".

Contrario a un Gentiloni bis di breve durata: "L'idea proposta da Berlusconi mi terrorizza", ha detto. Anche perché una legislatura di pochi mesi gli impedirebbe di ricandidarsi nuovamente. Per il momento è certo però che "Alessandro Di Battista non sarà fra i ministri, me lo ha chiesto lui", ha proseguito il candidato premier pentastellato. Pronto quindi alla campagna elettorale e anche al confronto televisivo con gli altri rivali, "con tutti i candidati premier delle altre forze politiche. Ci facciano sapere chi sono".

Sulla questione fake news attacca il Pd: "È inutile usare il tema delle bufale per giustificare una sconfitta politica, come quella del referendum. Le vere bufale le hanno introdotte loro".

Su Facebook, Di Maio è andato all'attacco: "Giancarlo Cancelleri aveva proposto ai siciliani un programma fatto di eliminazione dei privilegi, lotta alla mafia, sostegno alle imprese e vicinanza ai cittadini e abbiamo ottenuto il 35%. Musumeci invece proponeva Miccichè che appena eletto presidente dell'assemblea con i voti del Pd ha dichiarato che non taglieranno i faraonici stipendi, quindi figuriamoci se toccheranno i vitalizi, ma in compenso metteranno mano alla commissione antimafia - ha scritto - Hanno vinto grazie agli impresentabili arrestati e condannati e a una miriade di liste. Oggi la maggioranza di centrodestra ha già perso la Lega ed è tenuta in vita dai voti del PD che hanno contribuito all'elezione di Miccichè come presidente. Questo non sorprende. Forza Italia e Pd hanno lo stesso programma: tenere in vita il sistema morente. Il 4 marzo si sceglie tra il programma di cambiamento del MoVimento e il programma di immobilità di Pd e Forza Italia. Solo che diversamente da quanto accaduto in Sicilia loro non avranno la maggioranza". Per ilkc andidato premier pentastellato "nella prossima legislatura, l'unica possibilità per gli altri partiti è quella di sostenere un governo 5 stelle. Questa legge elettorale era stata progettata per far mettere insieme Pd e Forza Italia. Oggi il Pd è al 20%, Forza Italia al 15%. L'incastro è impossibile. L'unica occasione di stabilità siamo noi. O sostengono noi o si torna a votare. Decideranno in fretta. Perché faremo un appello a tutti la sera delle elezioni e chiederemo cosa vogliono fare", conclude il vicepresidente della Camera".

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