Election day, alle 12 affluenza per il referendum al 12,35%
Election day, alle 12 affluenza per il referendum al 12,35%

Seggi aperti oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15 anche per Regionali, Amministrative e Suppletive del Senato

Alle ore 12 l’affluenza per il referendum costituzionale è dell′12,35%. Lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno. Oltre 46 milioni di italiani ai seggi per il referendum sul taglio dei parlamentari (230 alla Camera e 115 in Senato), ma anche per eleggere le nuove amministrazioni in sette Regioni. Al voto Veneto, Liguria Toscana, Marche, Puglia, Campania e Valle d’Aosta, che però non ha l’elezione diretta del presidente. Si rinnovano poi sindaco e consigli comunali in quasi 1.200 centri di cui 18 capoluoghi, nonché due seggi del Senato per il Veneto e la Sardegna. Urne aperte oggi fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15 con le misure anti-Covid. Molte defezioni per la paura del contagio fra i presidenti di seggio in varie città. A Torino metà dei designati non si è presentata.

L'esito della partita tra centrodestra e centrosinistra sul territorio è tutta da giocare. E se in Veneto il tris di Luca Zaia è praticamente scontato, come il bis di Giovanni Toti in Liguria, gli occhi sono ovviamente puntati su Toscana e Puglia, dove il Partito democratico ha quasi il 'dovere' politico di riconfermarsi alla guida del governo regionale. Il Nazareno, secondo i bookmakers, potrebbe portarsi a casa la Campania, con Vincenzo De Luca favorito rispetto all'eterno rivale del centrodestra Stefano Caldoro.

Un voto sul territorio che inevitabilmente avrà ricadute nazionali per tutti i partiti e anche sull'esecutivo. Sicuramente una fetta importante di questa sfida sarà la consultazione referendaria sul taglia 'poltrone' - con la vittoria del sì' scontata - bandierina del Movimento 5Stelle e su cui Luigi Di Maio sta spendendo la maggior parte delle sue energie. Per il referendum si voterà in tutta Italia e - essendo confermativo - non c'è bisogno di quorum. Qui potrebbe pesare l'astensionismo, rafforzato dall'epidemia da Covid-19, e dalle ondivaghe indicazioni dei partiti che - come Matteo Renzi e Silvio Berlusconi - hanno ricevuto l'indicazione di 'voto secondo coscienza'.

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