Dl Sicurezza, al via esame in aula Senato: si va verso fiducia. Buffagni: "De Falco vota no? Si dimetterà"

Secondo fonti della maggioranza, il governo è intenzionato a porre la questione di fiducia sul provvedimento, che scade il 3 dicembre.

Il governo sarebbe intenzionato a porre la questione di fiducia sul decreto legge Sicurezza e immigrazione la cui discussione generale si è svolta nell'aula del Senato lunedì 5 novembre e continuerà martedì 6. Per ora non ci sono, però, conferme ufficiali. "Stiamo valutando, - ha spiegato Giuseppe Conte - ci riserviamo fino all'ultimo per una decisione definitiva. Domani la dovremmo sciogliere". 


La spaccatura all'interno del M5s. I numeri in Parlamento, però, dopo le proteste dei dissidenti del M5S sul decreto sicurezza, potrebbero anche mettere in crisi la maggioranza. Se Gregorio De Falco non voterà il decreto sicurezza "si assumerà le sue responsabilità. Se non si ritrova, sono certo che si dimetterà e tornerà a fare il suo lavoro - ha detto a Circo Massimo su Radio Capital il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni - Se pensi che c'è un provvedimento con delle criticità ne discuti internamente, nella maggioranza, non è che presenti 80 emendamenti come se fossi all'opposizione, perché questo mette in difficoltà tutti. Intendiamoci quello che sta facendo la Lega con il ddl anticorruzione è esattamente lo stesso giochino".

"La replica non esiste. Ho sempre assunto su di me le responsabilità del mio ruolo in ogni momento, e le responsabilità del mio ruolo non le decide Buffagni", ha risposto così a Radio Capital il senatore del M5S. "Io non ho presentato 80 emendamenti. Questa è gente - ha continuato De Falco - che parla senza sapere di che cosa sta parlando, con una superficialità che è essa stessa criminale". Sul voto di fiducia, De Falco dice: "Spero ancora che il provvedimento in aula possa essere all'ultimo migliorato. Nel caso in cui dovesse essere posta la fiducia, valuterò la situazione. A quel punto la fiducia non si riferisce più al provvedimento ma al governo. Se su questo provvedimento può cadere il governo? Non lo so. Chi pone la fiducia pone in discussione, non io".

Tra i dissidenti c'è Elena Fattori, senatrice del M5S, che insieme a De Falco e Nugnes, è nel gruppo che non vogliono votare il dl sicurezza. "Dissidente non è un termine consono - ha affermato Fattori su Radio Cusano Campus - Ho un grande amore per il M5S. Insulti sui social? Attenzione a Facebook che è uno specchio distorto della realtà, ci sono un sacco di fake che mi accusano. Sono dei profili fake di leghisti che fanno finta di essere del M5S, me ne accorgo che sono fake perché definiscono 'partito' il M5S.  Il Dl sicurezza non è che non mi piace, è che noi del M5S abbiamo costruito un programma sull'immigrazione. È un tema che conosco molto bene. Quando è arrivato questo dl Sicurezza immaginavo che andasse incontro agli obiettivi che erano nel contratto di governo, poi mi sono accorta che invece va in direzione opposta. Sposta tutti i fondi dal pubblico al privato depotenziando gli sprar. In una prima versione si davano gli appalti ai privati senza gara pubblica. Si dà spazio a chi specula sui migranti. Di Maio ha sempre dichiarato che per stroncare il traffico dei migranti bisogna far gestire i centri migranti dal pubblico, in questo dl sicurezza invece si fa tutto il contrario - ha continuato Fattori - Siamo 5 persone che ci siamo letti questo decreto e abbiamo fatto questi emendamenti. Adesso non si intuisce, perché c'è tutta la propaganda, ma quando vedremo gli effetti di questa roba penso che non saremo contenti di questo dl sicurezza. Oltre la propaganda è difficile far capire che così l'obiettivo non si raggiunge".

Paola Nugnes, interpellata in Senato sul Dl Sicurezza, ha dichiarato: "È una scelta del Governo quella di porre la fiducia, non credo di poter dare un giudizio su questo. A me in genere non piace. Se la vivo come una limitazione del dibattito parlamentare? Io? Solo io? In generale tutti, immagino". "Non votare la fiducia significa mettersi fuori dal Governo come dice Buffagni? No, perché? Non è vero. Io personalmente - ha spiegato la senatrice - la fiducia al Governo per le prossime azioni sulla legge di Bilancio e le leggi espansive, io gliela do completamente. Io sto con il M5S. Su questo specifico provvedimento di matrice leghista io non posso essere d'accordo perché, in fede e scienza, io non posso perché ho conoscenza delle conseguenze sul territorio. Non è un provvedimento neppure da Lega perché non arriva ai risultati che si prefigge: crea più irregolari. Anche se fossi una leghista io voterei 'no' al provvedimento perché non è in linea con gli obiettivi. Il contratto parla di superamento del regolamento di Dublino mentre i colleghi in Europa hanno dichiarato che non vogliono farlo: quello dobbiamo perseguire. E poi nel contratto c'è scritto che i due contraenti si impegnano ad adoperarsi affinchè i parlamentari sostengano le proposte: con questo provvedimento si è fatto arrivare in Parlamento un decreto ostico a tutti i Cinquestelle, tutti quelli del M5S".

Quanto al voto in aula, "io ho dato fiducia al nostro governo non presentando gli emendamenti, adesso che non ho emendamenti seguirò la discussione, studierò gli emendamenti proposti e se sarò d'accordo li voterò - ha spiegato Fattori - Minacce espulsione da M5S se non si vota la fiducia? Mi sembra un segnale di debolezza. I grandi imperi sono finiti quando si sono costruiti i grandi muri. Se il M5S si blinda si fa male da solo, perché il M5S è sempre stato una fucina di idee e di contributi sul merito. Una cosa che non si capisce è che il M5S non è fatto dai suoi leader, ma dal suo popolo. Siamo tutti a termine, anche di Maio lo è, fra 4 anni scadono i due mandati e andremo via. Il popolo 5 Stelle è sempre lo stesso e si aspetta che noi facciamo le cose, se non riuscissimo a farle il popolo 5 stelle darà fiducia a qualcun altro. Si possono fare i muri che si vogliono, ma l'esigenza del cambiamento del popolo 5 Stelle rimane", ha concluso Fattori.

FI. "Noi votiamo a favore del dl Sicurezza, se non ponete il voto di fiducia. non mettete la fiducia soltanto perché ci sono problemi dentro il vostro alleato di maggioranza, il M5S", ha annunciato il senatore di Fi Nazario Pagano, intervenendo a Palazzo Madama.

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