Dl Semplificazione, via libera da Cdm: 50 mln per Pmi e Codice unico lavoro

Dieci articoli che interessano Pmi, lavoro, rifiuti, Alitalia e Sanità

Pmi, lavoro, rifiuti, Alitalia e Sanità: sono queste le parole chiave del decreto Semplificazione, approvato dal Consiglio dei ministri dopo uno slittamento di almeno 2 settimane rispetto alla tabella di marcia del governo. Il testo, fortemente voluto dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, è più asciutto però delle prime bozze circolate: 10 articoli anziché 28, dopo lo stralcio delle norme per riformare il Codice degli appalti. Quella partita, Palazzo Chigi vuole giocarla in 'solitaria'. In questo momento storico serviva un segnale distensivo con il mondo delle imprese, soprattutto delle piccole e medie, vero cuore pulsante dell'economia italiana.

"Abbiamo approvato un decreto che, come primo articolo, ha la cosiddetta legge Bramini e prevede che gli imprenditori in attesa di soldi dallo Stato avranno delle agevolazioni", spiega esultate il capo politico M5S su Facebook. Il riferimento è alla creazione di un fondo di garanzia di 50 milioni di euro dedicato alle pmi che non sono in regola con i pagamenti alle banche perché creditrici nei confronti della Pubblica amministrazione. Secondo le nuove regole, inoltre, nessuno rischierà di perdere i propri beni, una volta dimostrato di essere creditore nei confronti della Pa, proprio quello che è accaduto a Sergio Bramini, imprenditore bergamasco diventato 'simbolo' sia dei pentastellati che della Lega.

Il secondo pilastro del dl Semplificazione è il lavoro. "Abbiamo approvato la delega che creerà un nuovo Codice unico", dice ancora Di Maio nel suo videomessaggio: "Elimineremo oltre 300 leggi inutili". Nel dettaglio, la misura prevede l'abrogazione di quella disposizione che prevedeva l'entrata in vigore, dal 1° gennaio 2019, del cosiddetto Lulav telematico, perché – si legge nella scheda tecnica - l'amministrazione non è ancora pronta alla gestione dei dati, quindi si tratterebbe di un onere a carico delle imprese senza alcuna utili. Il vicepremier, comunque, promette che questo è solo un primo passo, perché "in fase di conversione del decreto, nei prossimi due mesi, entreranno tante altre norme di semplificazione".

Tra i settori toccati dal dl ci sono sono anche sanità, ambiente, agricoltura, giustizia, appalti pubblici, università e ricerca, formazione artistica e musicale. E Alitalia, perché viene rinnovato il prestito ponte di 900 milioni alla compagnia aerea, ma solo "in termini di fabbisogno" e queste cifre saranno "gestite presso il sistema bancario dalla Cassa servizi energetici e ambientali".

Inoltre, per accelerare l’assunzione di dirigenti non si prevede più il 'corso concorso', ma il concorso con immissione a ruolo già da settembre 2019, consentendo di frequentare il corso durante l’anno di prova. Il testo prevede, poi, la soppressione, dal 1° gennaio 2019, del sistema Sistri sulla tracciabilità dei rifiuti, introdotto con un onere anche economico a carico delle imprese, in attesa dell'elaborazione di un sistema efficiente e realizzabile.

Per quanto riguarda l'edilizia penitenziaria, sono previsti interventi per fronte al sovraffollamento delle strutture carcerarie. "Le nuove carceri si devono fare e grazie a questo decreto semplificheremo la vita al ministro della Giustizia", sottolinea ancora Di Maio. Nel decreto Semplificazione, poi, fino al 31 dicembre 2021, per far fronte alla carenza contingente di medici, si dà la possibilità ai medici non ancora specializzati, iscritti al corso di medicina generale, ma che ad oggi sostituiscono il medico di base nei periodi di assenza, di avere l’assegnazione di pazienti propri. Mentre è stato deciso lo sblocco dei fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale dipendente della Pa. Infine, per attuare gli obiettivi dell’Agenda digitale italiana, anche in coerenza con gli obiettivi di quella europea, la gestione della piattaforma digitale è affidata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che può avvalersi di un commissario straordinario. Con una direttiva del premier, infatti, verrà costituita una società per azioni interamente partecipata dallo Stato che avrà funzioni di vigilanza.

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