Dl Genova, c'è l'ok del Senato. Ma è polemica sul pugno alzato di Toninelli

Il testo passa con 167 sì e 49 no. Bagarre in aula tra maggioranza e opposizione, Casellati sospende la seduta dopo il voto. Il dissidente M5s De Falco non vota

Il Senato dà via libera al decreto Genova, con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astenuti. La maggioranza regge, nonostante la crisi aperta dall'emendamento sul condono a Ischia di Forza Italia, passato nelle commissioni Ambiente e Lavori pubblici con il voto favorevole del senatore pentastellato Gregorio De Falco e l'astensione della collega Paola Nugnes, ma successivamente stroncato dall'aula di Palazzo Madama. Nonostante avesse dichiarato che avrebbe votato a favore del decreto, De Falco non ha votato: "Non ho fatto in tempo a votare, meglio così. Era destino, fato...".

 "Il #DecretoGenova è legge. Risorse e aiuti concreti alle famiglie che hanno perso la casa, sostegno a imprese e cittadini. Avevo promesso che non avrei mai abbandonato la città in ginocchio. Il Governo è al vostro fianco, Genova si rialza", ha commentato con un tweet il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

Bagarre in Aula - In sede di dichiarazione di voto più di una volta si sono registrati momenti di tensione tra maggioranza e opposizione. Il picco si è avuto quando dai banchi del M5S hanno replicato alle accuse di Forza Italia, tanto che la presidente dell'assemblea, Maria Elisabetta Alberti Casellati, è dovuta intervenire, arrivando poi a sospendere la seduta. "Ora basta, non siamo in un asilo", ha detto cercando di sedare gli animi. "L'intolleranza è un brutto segnale della democrazia parlamentare".

Il caso Toninelli - Il capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini ha denunciato che il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli ha alzato il pugno durante il voto in aula. "Mentre parlavano di morti e distruzione, più volte abbiamo visto il ministro digitare sul suo cellulare, masticare gomma e sbeffeggiarci quando noi abbiamo chiesto solo di avere la sua attenzione - tuona -. Non accettiamo lezioni dal M5S, Forza Italia è sempre stata rispettosa delle opinioni altrui". Mentre dai banchi azzurri si levava un timido coro 'dimissioni, dimissioni', Bernini ha concluso: "Ministro Toninelli, non venga mai più in quest'aula ad alzare i pugni, noi non glielo permetteremo".

Dl Genova: il pugno alzato di Toninelli scatena la bagarre in Senato, la presidente Casellati lo rimprovera

 

Sul caso è intervenuto anche Andrea Marcucci, capogruppo del Pd a Palazzo Madama: "Non è accettabile che i primi a delegittimare il Parlamento siano i membri di questo esecutivo. Sono mesi, signora presidente che le chiediamo di gestire in maniera diversa quest'aula. Soprattutto quando ci sono atti e gesti offensivi e provocatori dei ministri nei confronti del Parlamento: è successo con Di Maio, con Salvini e Lezzi. E ora Toninelli, e lei non li ha mai richiamati".

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