Dl dignità, ok a proposta su indennità conciliazione. Nodi lavoro e voucher
Di Maio: "Le norme sui contratti partiranno da ottobre, anche per quelli in essere. Per incentivare tempo determinato 300 milioni di euro l'anno"

Standby per il decreto dignità in Commissioni Finanze e Lavoro. Al termine di una giornata iniziata poco dopo le 9.30 e terminata dopo le 20, rimangono ancora molti nodi da sciogliere per l'esame del decreto alla Camera. Passa l'emendamento Pd che aumenta l'indennità riconosciuta, in caso di licenziamento illegittimo, in sede di conciliazione. La proposta di modifica innalza  l'indennità a un minimo di tre mensilità e un massimo di 27  rispetto alle attuali due e 18. Soddisfatti i dem con il segretario Maurizio Martina che twitta: "Continua la nostra battaglia per correggere i pericoli del 'decreto disoccupazione". Escluse anche con un altro emendamento le collaborazioni del soccorso dei volontari del soccorso alpino e speleologico dalle nuove disposizioni della disciplina del rapporto subordinato.

Tra diverse bocciature e numerosi accantonamenti di emendamenti (quasi 50 in totale), il governo è al lavoro per le formulazioni delle modifiche su voucher, decontribuzioni per le assunzioni a tempo indeterminato e per la transitorietà dei nuovi contratti. "Stiamo valutando il bonus e quantificando quanto sarà l'incentivo per chi assume a tempo indeterminato. Ci sono 300 milioni di euro l'anno", ha annunciato a proposito il ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Mentre per quello che riguarda le norme sui contratti "partiranno da ottobre" e questo vale "anche per i contratti in essere".

Rinviate all'aula invece l'esenzione del lavoro domestico e la somministrazione per i lavoratori portuali. L'appuntamento in Commissione è per venerdì 27 luglio alle 9, con l'obiettivo della maggioranza che rimane quello di chiudere l'esame del decreto in Commissione entro l'ora di pranzo, anche se non sembra facile. All'esame mancano ancora 50 emendamenti con temi di grande rilevanza politica. Sul delicato fronte voucher infatti anche lo stesso capo politico del M5S ha avvisato gli alleati leghisti: "Noi non voteremo nessun emendamento sui voucher che vuole far sfruttare i ragazzi". Un messaggio al Carroccio e in particolare al suo segretario arriva anche dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: " Io spero ancora che la Lega ci aiuti, anzi rivolgiamo un accorato appello a Salvini per bloccare queste norme, in nome delle aziende, dei produttori, dei lavoratori, degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori, che non hanno davvero bisogno di altre difficoltà da aggiungere alle tante con cui combattono ogni giorno".  Per l'ex Cav il decreto dignità è "un provvedimento, scritto da chi evidentemente non sa nulla del mercato del lavoro, che è destinato a distruggere dei posti di lavoro". Intanto rimane evidente come il punto di caduta, annunciato da più parti, al momento non ci sia: la lunga strada per il voto in aula è ancora lastricata di molte difficoltà. Tecniche ma anche politiche.
 

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