Dl dignità, Di Maio: "No a modifiche per annacquarlo". Salvini: "Buon inizio, ma l'Aula lo renderà più efficiente"
All'assemblea annuale Ania, il ministro del Lavoro: "Non si arretra sulla precarietà"

Ufficialmente i due vanno d'accordo, anzi "d'accordissimo", ma c'è frizione tra i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il nodo del contendere è il decreto dignità - e le sue discusse norme per i contratti - con il possibile iter parlamentare che potrebbe sensibilmente trasformare la 'creatura' del ministro del Lavoro.

All'assemblea delle imprese assicurative dell'Ania il leader del Carroccio ha spalancato il portone: "Il decreto è un buon inizio, poi il Parlamento cercherà di renderlo ancora più efficiente e più produttivo". A strettissimo giro di posta è arrivato lo stop piuttosto deciso del collega Di Maio, che ha ribadito quanto già fatto capire anche nella conferenza stampa di presentazione del testo. "Il Parlamento è sovrano, io ho sempre chiesto di modificare alcune norme quando ero all'opposizione - ha avvertito il capo politico pentastellato - se le modifiche vanno nell'ordine del miglioramento troveranno un dialogo, invece se si vogliono annacquare le norme che abbiamo scritto allora il M5S sarà un argine". Dal punto di vista tecnico, secondo quanto si apprende, il decreto, pur essendo poco omogeneo e con dubbi che permangono sulla natura dell'urgenza, sarebbe già all'attenzione degli uffici del Quirinale e non ci sarebbero rilievi tali da bloccare il provvedimento.

Il testo però continua a non piacere ai militanti del Carroccio ("Alcuni dubbi sono stati superati,noi rispettiamo i contratti", ha ammesso il leghista doc e sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti), anche se pubblicamente Salvini ha ribadito come sia un buon inizio "arginare le delocalizzazioni, arginare il gioco d'azzardo e la ludopatia che sta rovinando migliaia di famiglie e tentare di mettere mano alla precarietà". Con "modalità", postilla finale non banale, "su cui poi lavoreremo in Parlamento" Forza Italia non si è lasciata sfuggire l'occasione per stuzzicare l'alleato alle elezioni di marzo con la vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia Mara Carfagna: "Salvini usa un eufemismo nei confronti dei suoi compagni di governo, perché è evidente anche agli amici della Lega che il decreto proposto da Di Maio è un testo da vecchia sinistra ideologica, dannoso per il lavoro e le imprese italiane". Di Maio però, tira dritto e mette a referto anche il plauso della Cei per la norma che stoppa la pubblicità per i giochi d'azzardo. Chissà che al dl dignità non serva anche un aiuto dall'alto per superare le forche caudine dell'Aula.
 

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