Diciotti, il Senato ha negato l'autorizzazione a procedere per Salvini con 237 no

Il ministro leghista era accusato di sequestro di persona aggravato. Paola Nugnes (M5S) annuncia il suo voto in dissenso col gruppo

Il Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona aggravato in relazione al caso della Diciotti e dei 177 migranti costretti a rimanere a bordo della nave per diversi giorni.

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha letto i risultati finali delle votazioni. I senatori presenti erano 299, i votanti 298. La maggioranza assoluta da raggiungere era di 161 voti. Hanno chiesto di fermare l'autorizzazione in 237, mentre erano contrari in 61. Nessuno si è astenuto. Il quorum era stato largamente superato già prima della chiusura delle operazioni di voto.

Accolta quindi la richiesta del presidente della Giunta per le Immunità del Senato, Maurizio Gasparri, che aveva proposto di respingere la richiesta della Procura. Secondo il senatore di Forza Italia (e anche secondo Lega, M5S, Forza Italia e Fratelli d'Italia) Salvini ha agito per il bene del Paese e comunque, nell'ambito della volontà politica collettiva del governo. Servono 161 voti ed è quasi certo che arriveranno.

L'intervento di Salvini - "Abbiamo salvato, abbiamo soccorso, abbiamo nutrito. Quei 4 giorni sono stati risolutivi. Abbiamo risolto il problema senza esporre a rischio i passeggeri", ha dichiarato Salvini nel suo intervento in Senato. "Noi soccorriamo tutti, non sarò mai il ministro che lascia morire in mare qualcuno senza muovere in dito". 

La decisione sulla Diciotti, ha ribadito il ministro, "è stata una iniziativa del governo coerente con gli interessi pubblici del Paese". "Io e il governo a cui mi onoro di appartenere non saremo mai complici dei trafficanti di droga e di armi".

Salvini, che si è detto "tranquillo e sereno", ha fatto sapere che comunque vada continuerà a fare il suo lavoro. "Io amo l'Italia, amo i miei figli, amo il mio lavoro. Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l'onore di poter difendere il mio paese con il mio lavoro che penso di svolgere con coraggio e buon senso. Comunque votiate, io vi ringrazio. Continuerò a fare il mio lavoro e dedico la mia vita a questo splendido Paese".

Paola Nugnes - E prima del voto era arrivato quello in dissenso della senatrice M5S Paola Nugnes: "I diritti umani sono inalienabili, e i diritti umani dei membri della Diciotti sono stati compressi. Diritti di soggetti fragili e in condizioni psico-fisiche critiche" ha detto la Nugnes confermando la sua posizione diversa rispetto al gruppo M5S. Con questa presa di posizione, l'espulsione diventa quasi certa.

Vasco Errani - "Voglio essere molto chiaro su questo punto: per me il confronto e lo scontro politico sono sempre legittimi. Salvini è un dirigente politico, il Vice Presidente del Consiglio: per me va sconfitto politicamente e solo politicamente. Non si può usare la giustizia per una battaglia politica. Ma anche il contrario è valido: non ci può essere una ragione politica che prevale sulle leggi e sulla Costituzione. Questo è un problema molto serio, sul quale vi prego di riflettere.". Così Vasco Errani, senatore di Leu, aveva iniziato il suo intervento in aula. .

"Quando qualcuno - ha aggiunto Errani - parla in nome di tutto il popolo, di tutti i 60 milioni di italiani, per me, nell'esperienza della storia, è sempre un grandissimo problema, che attiene alla qualità della democrazia. Il senatore Pillon - conclude Errani - ha detto: noi contrastiamo i mercenari, i delinquenti che speculano sulla vita delle persone. Benissimo. Ma la dignità di quelle persone non è certamente salvaguardata dalla vicenda drammatica che tutti gli osservatori del mondo ci mettono sotto gli occhi, che è la tragedia dei campi, pubblici e privati, in Libia. La dignità di quelle persone vale nei confronti dei trafficanti, così come nei confronti di quei campi in Libia. Teniamolo ben presente, perché la dignità delle persone non si scambia con nulla".

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