Il vicepremier Luigi Di Maio
Di Maio sull'Ires raddoppiata al no profit: "Norma sbagliata. Rimedieremo appena possibile"

Il vicepremier ha accolto la protesta dell'intero mondo del volontariato, di tutta l'opposizione e dei vescovi: "Non si può fare in sede di Bilancio, ma lo faremo alla prima occasione. Volevamo colpire il finto volontariato". Anche Conte e Tria promettono modifiche

Sia Giuseppe Conte che Luigi Di Maio fanno marcia indietro sulla questione dell'Ires raddoppiata (dal 12 al 24 per cento) anche alle ong e promettono interventi per modificare la norma "appena possibile".

Luigi Di Maio - "La norma va cambiata" ha detto questa mattina Di Maio dopo che sul tema c'era stata la vibrata protesta di tutto il mondo del volontariato, dell'opposizione e anche dei vescovi italiani: "Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella Legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile. Inoltre, abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima".

Giuseppe Conte - E il premier interviene su Facebook: "Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un'efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il Governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall'inizio ha dedicato grande attenzione. Per questo in merito alla norma sull'Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale".

Giovanni Tria - In serata torna sulla questione anche il ministro Tria che, in audizione presso la commissione Bilancio della Camera, spiega: sull’Ires "si tratta di una tassazione degli enti no-profit che hanno degli utili. Se secondo voi non ci sono utili, allora non ci sono le tasse". "Questa comunque è una cosa da chiarire, ciò vuole dire che nessuno verrà colpito dal basso - aggiunge -. Ci torneremo", ma "ci sono anche molti fenomeni di distorsione sulla concorrenza".

Insomma, scusate, ci siamo sbagliati. Forse, la fretta e l'approssimazione di questi giorni ha generato diversi errori più o meno gravi. Il fatto è che, adesso, per le modifiche, è troppo tardi, perché qualunque minimo cambiamento della legge di bilancio avrebbe come immediata conseguenza la quarta lettura al Senato e l'inevitabile esercizio provvisorio.

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