Di Maio: "Sul nuovo governo aperture da destra e sinistra. Pd si sottrae al confronto"
Il leader del Movimento 5 stelle su Fb: "No a premier non eletti"

Ma questo governo giallo e verde (e forse pure azzurro), si farà o non si farà? L'interrogativo continua a percorrere i palazzi della politica, dove giovedì si sono concluse le votazioni per eleggere vicepresidenti e questori per Montecitorio. Ma è difficile dare una risposta chiara: ci sono aperture, alcune molto chiare, ma restano pure diversi ostacoli.

Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 stelle, ha spiegato che "ci stiamo preparando alle consultazioni con il presidente della Repubblica", dialogando con tutti coloro che sono disponibili a farlo (e il Pd se ne tiene fuori). "Prima di presentarci al Quirinale, abbiamo invitato i capigruppo delle altre forze politiche al confronto per sapere se ci sono convergenze, e ce ne sono, sia a destra che ha sinistra, e ce lo aspettavamo", prosegue Di Maio.

Certo, alcune convergenze ci sono: già da qualche giorno, ormai, la Lega si mostra disponibile a discutere i dettagli del reddito di cittadinanza, misura chiave del Movimento 5 Stelle. Di converso, lo stesso Movimento sembra aperto a confrontarsi su una delle misure diventata una vera e propria bandiera sventolate dal centrodestra, cioé la flat tax.

Nel pomeriggio Danilo Toninelli, capogruppo M5S al Senato, si dice "molto contento che Matteo Salvini abbia finalmente aperto sul reddito di cittadinanza" e "noi, allo stesso modo, potremo dire loro che se la flat tax è costituzionale ed include i poveri, noi non chiudiamo". Toninelli sottolinea però che "non abbiamo visto la proposta nel dettaglio" ma che questo metodo è "un modo serio di fare politica, e di farlo di fronte ai cittadini".

Qualche paletto verso un'intesa, però, rimane. In parte, ha il nome di Forza Italia e Silvio Berluoscni. Pungolato sull'interlocuzione con gli azzurri, Toninelli non risponde direttamente ma sottolinea che "per noi è imprescindibile una lotta senza quartiere contro la grande evasione, ed è imprescindibile una serie legge contro il conflitto di interessi". Ad ogni modo, anche in questo caso, "non siamo ancora entrati nello specifico di questi argomenti", precisa il senatore.

L'ostacolo principale, comunque, rimane il nome del prossimo premier. Tanto Di Maio quanto Toninelli sostengono che esso debba essere espresso dal Movimento, in quanto partito che ha raccolto il maggior numero di voti. Ma Matteo Salvini, che ormai firma i suoi comunicati come "segretario della Lega e leader di centrodestra", in serata risponde con un messaggio abbastanza chiaro: "Siamo disposti a dialogare con tutti ma non saremo subalterni a nessuno, visto che il centrodestra è la coalizione più votata dagli italiani". Salvini ribadisce anche le priorità della sua formazione, che vanno "dalla tassa unica al 15% all'abolizione della legge Fornero, dalla legittima difesa all'espulsione dei clandestini".

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