Gli scontri a Parigi
Di Maio, scontro interno con Elena Fattori sui "gilet gialli" e la violenza

Il vicepremier rivendica la vicinanza con il movimento francese e polemizza con la ministra Nathalie Loiseau. Ma la grillina critica gli risponde: "Noi diversi e francescani. Mai stati violenti"

Lugi Di Maio continua la polemica a distanza con il governo francese molto irritato per il suo appoggio al movimento dei "gilet gialli". Ma nel M56 si apre anche un fronte interno: Elena Fattori (grillina critica della prima ora) non è d'accordo con il capo del movimento e non vede quasi nessuna affinità con il movimento francese.

Di Maio - Il vicepremier risponde così alla ministra francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau: "Dopo la mia lettera di ieri mattina ai Gilet Gialli, la ministra ha dichiarato: 'La Francia si guarda bene dal dare lezioni all'Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro'. Forse si dimentica di quando il suo presidente, Macron, parlando del nostro governo ci aveva paragonato alla lebbra: 'Li vedete crescere come una lebbra, un po' ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire'. Quanta ipocrisia".

"Il popolo francese - aggiunge Di Maio - chiede il cambiamento e un maggiore ascolto delle loro esigenze. Non posso non condividere questi desideri, nè penso di dire nulla di offensivo verso i cittadini francesi. E' chiaro che qualcosa deve cambiare. Come ad esempio è ora di smettere di impoverire l'Africa con politiche colonialiste, che causano ondate migratorie verso l'Europa e che l'Italia si è trovata più volte a dover affrontare da sola".

Poco dopo, ecco arrivare la controreplica della ministra: "Credo che ogni governo abbia la priorità di occuparsi del benessere dei suoi concittadini, quindi penso che la priorità del governo italiano sia di occuparsi del benessere del popolo italiano. Non penso i gilet gialli abbiano a che fare col benessere degli italiani". "Ho sentito più volte il governo italiano domandare rispetto", ha aggiunto, "penso che il rispetto sia dovuto a tutti i Paesi, soprattutto a quelli che sono vicini, alleati e amici".

Elena Fattori - Tornando sul fronte interno, Fattori, in un'intervista al Corriere della Sera, critica duramente l'atteggiamento violento dei gilet gialli: "Ma quali gilet gialli. Noi siamo un'altra cosa. Noi siamo stati e siamo francescani, quelli lì invece sono dei violenti… La nostra è stata una rivoluzione gentile". "Io sono iscritta al M5S dal 2009 - commenta -. Ricordo come fosse ieri le battaglie per la raccolta differenziata. Ricordo la raccolta delle firme per il referendum sull'acqua pubblica. Eravamo propositivi: all'epoca non ci sarebbe mai frullato nella testa di andare a sfondare l'ingresso di un ministero, oppure di lanciare petardi, lacrimogeni. Ecco, sono sotto gli occhi di tutti le differenze". "Noi - afferma Fattori - ci siamo sempre detti: mai prendere posizioni su quanto succede all'estero. Infatti, quando venne eletto Emmanuel Macron criticammo aspramente Renzi che fece un endorsement sul presidente francese. Perché abbiamo cambiato idea anche su questo sano principio? Dovremmo essere spettatori silenti e invece...".

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