Di Maio insiste sul reddito di cittadinanza: "Misura sostenibile che avrà effetti su forza lavoro e Pil"

Il vicepremier, in conferenza alla sede dell'Associazione stampa estera in Italia, rassicura l'Ue sulla manovra ed esulta per l'accordo sulla prescrizione. E sui 'dissidenti' del dl sicurezza: "Comportamento ipocrita"

Luigi Di Maio, in conferenza alla sede dell'Associazione stampa estera in Italia, torna a difendere uno dei cavalli di battaglia del M5S, il reddito di cittadinanza. Parlando di quella che definisce "una delle misure cardine della legge di bilancio", il vicepremier ribadisce l'importanza del collegamento tra la misura e il lavoro. "Tutto quello che stiamo facendo lo stiamo facendo mettendo al centro la possibilità di trovare lavoro. Non dà 780 euro a tutti", spiega il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, aggiungendo che "il reddito funziona ad integrazione, ci sono persone a reddito zero, ma i due terzi che possono averlo non lo sono. Lo avranno se accettano di entrare in un programma di formazione e lavoro di pubblica utilità, altrimenti non ci accedi. Quando partirà la forza lavoro aumenterà e avrà un effetto del Pil potenziale".

"La misura - continua il vicepremier - andrà a decrescere, abbiamo stanziato 9 miliardi all'anno per tre anni, ma non penso che alla fine del triennio avremo ancora bisogno di 9 miliardi. Con l'incrocio virtuoso tra reddito cittadinanza e quota 100 avremo una situazione diversa".  "Il sistema dei centri dell'impiego ci permetterà di rimpiazzare velocemente i posti di lavoro che si libereranno con quota 100 l'anno prossimo. È misura sostenibile".

Poi Di Maio cerca di rassicurare l'Ue, sia sul fronte manovra che sull'uscita dell'Italia dall'euro. "Non andremo mai oltre il 2,4% di deficit, è il termine massimo di deficit e saremo pronti a garantirlo quando servirà nella manovra. Puntiamo al dialogo con la Ue". Con posizioni più morbide rispetto ai mesi precedenti, il vicepremier sul punto dichiara: "Nell'ultimo anno ma anche da metà del 2017 ho percepito che stavano cambiando certi equilibri europei e lo vedremo anche in Commissione Ue. Ho acquisito molta più fiducia che si possa restare nell'Eurozona, cambiando anche alcuni di azione politica. Noi possiamo giocare un ruolo importante, io garantisco che non usciremo dall'euro come capo politico del M5S e come vicepremier".

Passando alle ultime vicende interne al M5S, il ministro commenta il caso dei dissidenti del M5S che non hanno votato la fiducia al governo sul dl sicurezza. "Decideranno i probiviri, che hanno l'unico potere di applicare le sanzioni a chi viola il regolamento. E' una questione di "tutela di coloro che sono fedeli al contratto di governo e al regolamento del Movimento" che prevede "di votare la fiducia sempre a un governo in cui c'è il M5S. Se la maggioranza si comporta in maniera leale, chi non lo fa deve essere oggetto di una procedura dei probiviri. Poi decideranno i probiviri quale sarà la sanzione. Certo è un comportamento un po' ipocrita uscire dall'Aula, perché o voti contro o voti a favore". 

Infine un commento sull'intesa raggiunta in tema di prescrizione: "Mi sono svegliato dopo bene dopo l'accordo, mi soddisfa totalmente, perché l'obiettivo di riformare la prescrizione è sempre stata un'obiettivo del M5S per fermare i furbetti. Allo stesso modo sapere che il 2019 sarà l'anno del processo penale è importante".

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