Di Maio al Colle, torna l'ipotesi del governo politico M5S-Lega con Savona a un altro ministero
In alternativa, Cottarelli con astensione tecnica. Salvini: "No ritorno alle urne a luglio"

Anche questo giorno, l'ottantasettesimo della crisi, passerà molto in fretta dalla cronaca alla storia. Perché ora c'è la proposta politica, prendere o lasciare. Luigi Di Maio offre l'ultima chance a Matteo Salvini per far partire il governo del cambiamento. Il cerino adesso è nelle mani del leader della Lega, mentre il Colle fa sapere che questa ipotesi viene valutata "con grande attenzione".

Riavvolgiamo il nastro. Un giorno di viavai al Quirinale. Il capo politico pentastellato vede Mattarella, in un incontro informale, e appena uscito va in diretta Facebook lanciando un appello al Paese. Ma, in realtà, rivolgendosi solo a Salvini. "Troviamo una persona della stessa caratura dell'eccellente professor Savona - dice Di Maio - lui resta nella squadra di governo in un'altra posizione". E Salvini? Non risponde né si né no, ma apre uno spiraglio: "Vedremo nelle prossime ore, per carità. Ci ragioniamo, valuteremo". In serata si sbilancia ancora di più: "Uno spostamento di Savona? Porta mai chiusa".

Intanto Carlo Cottarelli rimane 'incaricato con riserva' ancora per qualche ora o qualche giorno, perché non vuole "forzare sui tempi per eventuale governo politico". Mister forbice viene messo quindi in stand by perché qualcosa si sta muovendo in questa crisi politica. Nell'ennesima giornata di delirio, Cottarelli sale due volte al Colle, sempre per un colloquio informale con Sergio Mattarella, dando il cambio a Di Maio. La lista dei ministri è pronta, fanno sapere, ma essendo tramontata l'ipotesi di una astensione tecnica, l'esecutivo di garanzia andrebbe sicuramente alla morte. Di fatto non ci sono i numeri per ottenere la fiducia alle Camere, l'unica via d'uscita poteva essere l'accordo politico di maggioranza a non esprimersi, con la disponibilità di volontari a votare a favore (come Partito democratico e perché no anche M5S). L'ipotesi però si infrange contro la realtà, i pentastellati confermano il no alla fiducia, portandosi dietro anche Lega e Fratelli d'Italia.
 

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