Dell'Utri resta in cella, Tribunale respinge richiesta scarcerazione
L'ex senatore di Forza Italia, malato da tempo di tumore, sta scontando una pena per concorso esterno in associazione mafiosa

Marcello Dell'Utri resta in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta di sospensione della pena per motivi di salute presentata dai legali dell'ex senatore di Forza Italia. Dell'Utri, detenuto nel carcere romano di Rebibbia, dove sta scontando la pena di 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è da tempo malato di tumore.

Secondo il Tribunale di Sorveglianza di Roma, Marcello Dell'Utri deve rimanere nel carcere di Rebibbia, perché il tumore di cui soffre non è in stato avanzato e perché 'deambula', dunque sarebbe in grado di fuggire. I giudici sono convinti che l'ex senatore di Forza Italia possa essere curato adeguatamente presso i reparti sanitari previsti nelle carceri. Il tribunale ha escluso l'alternativa proposta dai legali di Dell'Utri, che proponevano la sospensione della pena per effettuare presso la struttura ospedaliera Humanitas, di Milano, le cure a lui necessarie. Nelle motivazioni il giudice cita anche la richiesta di condanna a 12 anni di reclusione avanzata di recente dalla procura di Palermo nel processo sulla cosiddetta trattativa Stato-Mafia, che vede Dell'Utri imputato di minaccia e violenza a corpo politico dello Stato.

"La posizione giuridica di dell'Utri non è in alcun modo rassicurante: la sentenza in esecuzione ha accertato i suoi rapporti con gli organi di vertice di Cosa Nostra dai primi anni 70 al 1992 - scrive il collegio presieduto da Luisa Martoni nelle otto pagine del provvedimento -. Allarmante appare la pregressa latitanza in Libano, avvenuta nel 2014, vale a dire poco meno di quattro anni fa, nonostante l'età, la patologia cardiaca e le altre affezioni già all'epoca presenti. Considerate le pendenze per reati molto gravi che potrebbero determinare nuove consistenti pene detentive, e tenuto conto del recente tentativo di sottrarsi all'esecuzione penale, non si ritiene di poter escludere il pericolo di fuga, non trovandosi in condizioni fisiche impeditive della deambulazione e del movimento, e non essendo le malattie in fase avanzata e debilitante". Secondo il tribunale "non appare adeguato il regime domiciliare presso l'ospedale milanese o l'abitazione personale, da cui può facilmente allontanarsi, rilevando che le terapie previste non consentono nemmeno l'applicazione di strumento elettronico di controllo".

La richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati prevedeva la sospensione della pena per effettuare presso la struttura ospedaliera Humanitas, di Milano, le cure a lui necessarie. Il 7 dicembre scorso lo stesso tribunale aveva respinto l'uscita dal carcere nonostante gli stessi consulenti della procura si fossero espressi per la incompatibilità tra le condizioni di salute di Dell'Utri e il suo stato di detenuto. All'ex parlamentare, cardiopatico e diabetico, è stato diagnosticato nel luglio scorso un tumore alla prostata.

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