Def, sindacati contro la flat tax. Svimez: "Andrebbe a svantaggio del Sud"
Def, sindacati contro la flat tax. Svimez: "Andrebbe a svantaggio del Sud"

Il parere di Luca Bianchi, direttore della Svimez sul Documento di Economia e Finanza 2019, nelle Commissioni Bilancio di Senato e Camera

Nella prima giornata di audizioni al Senato sul Documento di Economia e finanza, che si concluderanno mercoledì proprio con Tria, la parola che ricorre più spesso è "incertezza". Il Def, denuncia Confindustria, "dice poco" su quello che sarà la prossima Legge di bilancio. Dice che il deficit calerà, "e quindi implicitamente si assume che l'Iva aumenterà; ma allo stesso tempo lascia aperta la possibilità che questo non avvenga, senza però spiegare quali misure compensative verranno messe in campo". E allo stesso modo si parla di flat tax senza spiegare come verranno reperite le risorse. Un atteggiamento che "rischia di aumentare l'incertezza e rallentare l'economia".

La flat tax "avrebbe una ricaduta territoriale fortemente asimmetrica, a svantaggio del Mezzogiorno, l'area con redditi più bassi e dove una politica attiva di sviluppo dovrebbe cercare di attivare il maggior potenziale di crescita". Questo il parere di Luca Bianchi, direttore della Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), in audizione, insieme al presidente Adriano Giannola e al vice direttore, Giuseppe Provenzano, sul Documento di Economia e Finanza 2019, nelle Commissioni Bilancio di Senato e Camera.

"Il quadro Nord-Sud stimato dallo Svimez con il suo modello econometrico - ha detto Bianchi - evidenzia un pil tendenziale in modesto incremento nel centro nord, +0,2%, mentre nel Sud anche alla luce dell'inversione di tendenza del mercato del lavoro del 2018, il Pil è previsto in riduzione di due decimi di punto". "La Svimez - ha spiegato ancora - ha stimato gli effetti territoriali dell'introduzione, dall'aprile 2019 del Reddito di Cittadinanza nelle due ripartizioni del Paese. L'impatto sul PIL appare di portata piuttosto modesta a livello nazionale, pari a 0,1 punto percentuale nel 2019. A livello territoriale, l'impatto risulta più alto nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, per effetto di una maggiore concentrazione dei beneficiari: 0,14% al Sud contro lo 0,07% nel Nord nel 2019 e 0,35% contro 0,14% nel 2020 e 2021". E ancora: "Con riferimento agli investimenti non è prevedibile, invece, una significativa accelerazione nel 2019, anche per i modesti effetti che possono avere nell'anno provvedimenti quali lo 'Sblocca cantieri' e il 'Decreto crescita', emanati in questi giorni. Alla luce di tali considerazioni, le previsioni per il 2019, tenendo conto dello scenario programmatico, sono: nel Mezzogiorno -0,06 di Pil programmatico, nel Centro-Nord +0,27".

"Il quadro di profonda incertezza pesa sul Mezzogiorno, - ha chiarito Bianchi - dove i margini di intervento delle politiche per la sostenibilità finanziaria appaiono assai ristretti, in assenza di un deciso rilancio degli investimenti, gli unici capaci di attivare un moltiplicatore in grado di accelerare il tasso di crescita. Colpisce, in questo quadro, la mancanza di una strategia specifica per il Mezzogiorno, proprio nell'anno in cui abbiamo salutato come una novità positiva l'attenzione dedicata dal Country Report della Commissione europea alla priorità di intervento sulla coesione economica, sociale e territoriale".

Non sono favorevoli all'introduzione della flat tax neanche Uil e Cgil. Il sindacato guidato da Maurizio Landini boccia l'introduzione della nuova flat tax e chiede una vera riforma fiscale, una svolta nella lotta all'evasione, e l'introduzione di un'imposta progressiva sulle grandi ricchezze. In particolare sulla cosiddetta 'tassa piatta' la Cgil sostiene che "passare da un sistema multi-aliquota, che dovrebbe essere corretto e più progressivo, ad un sistema con una o due aliquote, finanziando la modifica con la riduzione delle spese fiscali, non può generare maggiori vantaggi per lavoratori e pensionati rispetto ai redditi più alti". È quanto sostenuto nel corso dell'audizione sul Def "La riforma fiscale - conclude il sindacato - è un tema di grande importanza che non può essere affrontato con miopia e velleità elettoralistiche, merita un tavolo partecipato da tutte le organizzazioni sindacali elettoralistiche, merita un tavolo partecipato da tutte le organizzazioni sindacali".

"Occorrono politiche che rimettono in moto i consumi interni attraverso una riforma fiscale complessiva improntata sul valore della progressività che diminuisca il carico fiscale su salari e pensioni. E la flat tax non può essere certo la risposta, in quanto non servirà a dare equilibrio ed equità al nostro sistema fiscale ma, al contrario, finirà per produrre più squilibri e più iniquità perché, di fatto, introdurrà nel nostro sistema fiscale un ulteriore regime di tassazione". È quanto osservato dal segretario generale aggiunto Uil Pierpaolo Bombardieri in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite a palazzo Madama sul Def. "Riguardo alla flat tax - aggiunge - non si tratta solo di assicurare la progressività ed equità al nostro sistema fiscale, ma con l'eliminazione delle detrazioni e deduzioni rischia di venir meno, per alcune di esse, il contrasto al conflitto di interesse, come nel caso delle spese sanitarie, comportando di fatto una diminuzione della lotta all'evasione fiscale.
 

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