Def, i sindacati scelgono la linea dura: "Il governo cambi scelte". Rischio sciopero

Cgil-Cisl-Uil chiedono un confronto il prima possibile per evitare una nuova mobilitazione generale

Così non va: serve subito un confronto per cambiare le scelte economiche del governo, altrimenti c'è il rischio di un nuovo sciopero generale. Si alza di tono la protesta dei sindacati contro il governo gialloverde, autore di un Def che non farà ripartire la crescita. L'idea flat tax? Da Cgil-Cisl-Uil viene definita solo un "pannicello caldo", ma le parti sociali non accetteranno mai una riforma fiscale "che non abbia un alleggerimento sulle buste paga dei lavoratori e dei pensionati".

Archiviato l'incontro con il Pd e la polemica sulla patrimoniale, la richiesta dagli esecutivi unitari è unanime: urge un incontro subito. "Se vogliono evitare che si arrivi a un eccesso di mobilitazione, con conseguenti ulteriori danni per il Paese, il Governo ci deve convocare per un confronto", avvisa senza termini il leader Uil Carmelo Barbagallo. La piattaforma dei sindacati già c'è e ha come priorità crescita, lavoro e, ovviamente, infrastrutture. E per rilanciare l'azione è già pronto un fitto calendario di "manifestazioni unitarie e scioperi categoriali". Quali? Il primo appuntamento sarà la manifestazione nazionale del Primo Maggio a Bologna, il cui slogan sarà 'La nostra Europa: lavoro, diritti, stato sociale'; il 6 e 7 maggio è in programma a Matera una iniziativa unitaria su lavoro e cultura, mentre il 17 maggio si svolgerà lo sciopero generale dei lavoratori della scuola ed il primo giugno.

22 GIUGNO GRANDE EVENTO IN CALABRIA. L'8 giugno ecco la manifestazione dei lavoratori del Pubblico Impiego, mentre il 22 dello stesso mese a Reggio Calabria è attesa la manifestazione nazionale unitaria per la crescita ed il lavoro nel Sud. Tutto questo per protestare contro una situazione economica che preoccupa. "Nella bozza di Def il governo boccia se stesso; insiste nelle inesattezze e certifica gli errori fatti sulle stime della crescita; prevede un calo nell'occupazione e un aumento della disoccupazione", è l'attacco frontale del segretario generale Cgil Maurizio Landini. Che rincara la dose contro il governo: "L'esecutivo continua a prendere il giro gli italiani con misure di propaganda elettorale come la flat-tax, che privilegiando i ricchi contrasta con  il principio costituzionale di progressività". Secondo la Cgil, insomma, "così non si regge, rischiamo seriamente di andare a sbattere". "Il Def "non può essere la scatola vuota che appare oggi con chiarezza, non è ciò che serve all'Italia", conclude la leader Cisl Annamaria Furlan, che lamenta la mancanza di "risorse per la crescita".


Dopo l'incontro con il ministro del Lavoro Luigi Di Maio a marzo scorso, sembra insomma non esserci ancora sintonia con l'esecutivo. Tanto che gli incontri svoltisi finora vengono definiti "inconcludenti e del tutto aleatori", addirittura "con una pletora di soggetti sociali a noi sconosciuti". Ora si aspetta una replica dal governo: se non ci saranno risposte concrete, l'impressione è che l'idea di una mobilitazione generale non rimarrà solo uno spauracchio di inizio primavera.
 

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