Decretone, asse su modifiche tra Lega e M5S. Stretta per reddito a stranieri

Ecco le novità di rilievo 

L'obiettivo è arrivare in aula lunedì e così arriva anche un accordo sul decretone tra le forze di maggioranza. In Commissione Lavoro Senato la maratona prosegue con tante soste ma anche con novità di rilievo: M5S e Lega hanno di fatto eliminato 39 proposte di modifiche al testo ritirando gli emendamenti, e trasformandoli in ordini del giorno. Accortezza necessaria perché il solo ritiro avrebbe consentito ad altri senatori di fare proprio l'emendamento, allungando così i tempi. Scompaiono così le norme più divisive per gli alleati, in formato 'testuggine' per superare gli ostacoli a Palazzo Madama.

Le novità di rilievo? Salta la proposta leghista che stoppava la possibilità del rinnovo una sola volta per il Reddito di cittadinanza, ma anche la non cumulabilità degli incentivi per le imprese con il bonus sud e l'obbligo del servizio civile di un anno per i richiedenti del reddito di cittadinanza. Ok invece a paletti più stringenti per l'accesso al reddito da parte degli stranieri, con i cittadini di Stati non appartenenti alla Ue che dovranno produrre "apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'Autorità consolare italiana". Tra le norme saltata a firma M5S figurano l'estensione ai beneficiari del reddito di cittadinanza delle tariffe elettriche e del servizio idrico agevolate e il beneficio maggiorato al del 15% in caso un figlio sia studente fuori sede. Niente emendamenti 5S sui disabili e sulla platea per il riscatto di laurea e quella riguardante le agevolazioni per chi assume lavoratori con il contratto di apprendistato professionalizzante.

La strategia della maggioranza è stata ovviamente criticata dalle opposizioni, che hanno lamentato una compressione dello spazio dei propri interventi. "La maggioranza Lega-5stelle si rifiuta di aumentare il contributo economico per le famiglie numerose", è l'accusa di Forza Italia, con il Pd che rincara la dose: "È il fallimento perché a pagare gli attriti dei due azionisti di governo sono le persone disabili". Si lavora a testa bassa: lunedì si avvicina ma l'ipotesi fiducia è allontanata dalla relatrice M5S Nunzia Catalfo.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata