Decreto Rilancio, norma migranti ci sarà. Gualtieri: Sciolti i nodi politici
Decreto Rilancio, norma migranti ci sarà. Gualtieri: Sciolti i nodi politici

Spiragli di ritrovata serenità nella maggioranza ma ancora diverse questioni restano sul tavolo 

 Torna uno spiraglio di sereno dopo ore di tensioni e stop and go nella maggioranza: il DL Rilancio può riprendere il suo iter. "Abbiamo sciolto tutti i nodi politici e di assetto di questo decreto quindi fra poco inizierà il preconsiglio" ad annunciarlo ieri sera il titolare del Mef, Roberto Gualtieri dopo una giornata al cardiopalma che poteva mettere a rischio un decreto - già battezzato 'aprile' e poi 'maggio' - che contiene  misure da 55 miliardi per sostenere l'economia italiana in piena emergenza Covid-19. Nessuno strappo quindi sulla regolarizzazione dei migranti, alla fine, spiega lo stesso ministro, la norma "ci sarà, è necessaria e giusta perché c'è carenza di manodopera, e aiuterà anche a far emergere lavoro nero".

 La quadra viene infatti trovata rafforzando le limitazioni per ottenere la regolarizzazione se condannati per capolarato. Il permesso di soggiorno per lavoro sarà rigettato se il datore di lavoro negli ultimi 5 anni è stato condannato, anche in via non definitiva, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o per sfruttamento della prostituzione o di minori, per il reato di caporalato o reati legati alla legge sull'immigrazione. Con la nuova intesa quindi viene convocato il preconsiglio - la riunione dei tecnici - che Gualtieri non esclude possa durare a lungo: "Probabilmente fino al cuore della notte, poi potremo approvare questo decreto molto importante e molto atteso". Lo stesso ministro dem annuncia una serie di misure su cui si è trovata la quadra: Sospensione del versamento dell'Irap dovuta a giugno per le imprese fino a 250 milioni di fatturato e 16mila stabilizzazioni aggiuntive di insegnanti in modo da avere complessivamente 32mila nuovi insegnanti a settembre. Ancora non convocato il Consiglio dei ministri che a questo punto dopo il via libera dei tecnici potrebbe tenersi domani in giornata.

 La regolarizzazione dei migranti insomma continua a creare frizioni nella maggioranza. Sono i 5Stelle a mettere in discussione l'intesa notturna dopo una riunione fiume tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza. Nessuno accordo, insomma, i pentastellati puntano i piedi soprattutto sul condono penale per i datori di lavori per favorire l'emersione del lavoro nero. Concessione, viene spiegato, che potrebbe aprire le porte a una sanatoria allargata su cui il Movimento non vuole mettere la faccia.

 "E' impensabile avallare un accordo del genere" tuona il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia (M5S). "La misura, così come proposta dalla ministra Bellanova non risolve né il problema della carenza dei braccianti agricoli né tantomeno quello del caporalato - aggiunge - Insomma, come dire che chi delinque alla fine può farla franca, magari con l'assist dello Stato". Il Movimento fa quadrato e la tensione nell'esecutivo giallorosso sale alle stelle. L'intesa tecnica, replica l'altra ala dalla maggioranza, è stata concordata, resta ora da vedere se si "riesce a chiudere quella politica". A un certo punto della trattativa sono proprio i pentastellati a chiedere di stralciare la norma e rimandarla in un documento successivo e ad hoc. Ipotesi su cui Italia viva non scende a compromessi, alzando le barricate.

 Restano ancora da chiarire però come il governo intende definire la questione banche e sui fondi al turismo. "Il bonus è diventato un complicato meccanismo di credito di imposta che non garantisce risorse immediate alle imprese - dice Maria Elena Boschi - . Oltre ad essere limitato ad alcune famiglie e non per tutti. Considerato che le risorse sul turismo sono meno del previsto nel Dl, credo sia giusto cambiare il bonus vacanze per renderlo più semplice e immediato".

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