Decreto Genova, riprende dopo una lunga sospensione, l'esame dei 350 emendamenti alla Camera

Alla fine, dalla Commissione Bilancio, è arrivato un parere "favorevole con condizione". La protesta degli Spedizionieri di Genova: "Non ci sono i soldi per il porto e per gli autotrasportatori"

Riprende nel pomeriggio l'esame dei 350 emendamenti al decreto Genova ed emergenze. La seduta era cominciata alle 10,30 ma si è subito fermata perché senza il parere della Commissione Bilancio non si può andare avanti. Intorno alle 14 è arrivato il parere che è favorevole con "condizioni volte a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione", relativo al pareggio di bilancio  Ora l'aula di Montecitorio sarà chiamata a votare sugli emendamenti al testo. Il voto finale della Camera si svolgerà mercoledì prossimo entro le 12, o quantomeno prima del question time. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Se il tempo non bastasse, sono già previste sedute notturne.

Protesta il Pd - Immediate, su8l ritardo, proteste dei partiti di opposizione: "Una maratona allucinante al grido 'i cittadini attendono'. - ha detto Stefania Pezzopane dell'ufficio di presidenza Pd della Camera -Manine che inserivano condoni per gli abusivismi edilizi. Emendamenti scritti male e senza coperture. Inutili nottate trascorse a sottolineare che un decreto atteso da così tanti giorni non meritava di essere scritto così male, senza la saggezza del buon legislatore. Ed ora il colpo di scena finale: testo bloccato dalla commissione Bilancio perché non ci sono le risorse necessarie per gli interventi previsti. I cittadini devono sapere che siamo davanti a degli incompetenti. Con o senza dolo ci interessa poco. Si devono vergognare per un comportamento che umilia l'intero Paese".

Protesta Forza Italia - Anche Forza Italia parte all'attacco: "E' grave che, dopo giorni e giorni, di fronte ad un decreto incardinato da tempo, manchi ancora la documentazione necessaria che metta la Commissione nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro. Siamo di fronte a ritardi incomprensibili ed ingiustificabili da parte del Governo: l'unica certezza sono le continue convocazione cui i membri della Commissione sono costretti. A nulla è valso il sollecito che anche il presidente della Commissione ha inviato al presidente della Camera per far sì che il Governo si dia una mossa. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo fattivo, per il bene di Genova e del Paese, ma siamo di fronte a ritardi incomprensibili e inaccettabili, segnale di improvvisazione e scarso coordinamento tra Governo, ovvero la parte politica, e gli uffici tecnici preposti".

Allarme Spediporto - E da Genova continuano ad arrivare proteste e dubbi sul contenuto stesso del decreto giudicato da molti insufficiente e non corrispondente alle reali esigenze e ai danni subiti dall'intero sistema portuale e trasportistico. Spediporto (l'organismo degli spdizionieri) lancia l’allarme: "Insufficienti i mezzi economici" a quello (il Porto di Genova) che è il primo datore di lavoro del Nord Ovest (176 mila occupati tra diretti ed indiretti). "Alla fine dell’anno - dice Spediporto -  saranno  ben 205mila le ore in più di guida su Genova per i trasportatori  (Containers, RoRo e Corrieri)".

Al netto dei tempi di sosta in porto, i trasportatori avranno 6.6 milioni di euro di costo in più per il numero maggiore di chilometri da percorrere per aggirare l'ostacolo rappresentato dal ponte crollato. Senza tener conto dei maggiori costi legati alle attese ai varchi portuali, lungo le strade di accesso al Porto e lungo le deviazioni. "Nel testo - spiega Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto - mancano non solo le norme per autotrasporto e lavoro, ma anche le misure sul potenziamento degli organici per controlli legati alla salute delle persone (controlli sanitari, veterinari, IZTS) all’ambiente (fitopatologo). Il porto, in questo decreto, non è trattato come asset strategico da cui lo Stato incassa ogni anno 4.5 miliardi di euro di IVA e da dove si imbarca il PIL italiano. E’ incomprensibile la ragione per cui un tema tanto importante, individuato come prioritario dagli stessi soggetti che "subiscono" i controlli, trovi tale indifferenza da parte dell'amministrazione pubblica". In sostanza, dicono gli spedizionieri, visto che i controlli (di tutti i generi) sulle merci ci devono essere, è necessario che siano fatti bene e in tempi certi. "Questo chiedono le merci il cui primo obiettivo è uscire dal porto in tempi più rapidi possibile". Il crollo del ponte ha generato la divisione in due parti del porto di Genova (una a levane e una a ponente del disastro) e i tempi di attesa sono diventati lunghissim perché la dogana è una sola. Finché il ponte non verrà ricostruito, i servizi doganali andrebbero raddoppiati. Di questo problema e dei relativi costi, nel decreto non vi è traccia.

 

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