Genova, decreto ancora atteso al Quirinale: resta alla Ragioneria

Le coperture restano un nodo da sciogliere. Di Maio assicura che entro giovedì sarà da Mattarella, Toninelli prende tempo fino a venerdì

Restano ancora nodi da sciogliere sul testo del 'decreto urgenze', che comprende anche la situazione a Genova. Il vicepremier M5S Luigi Di Maio fa sapere che dovrebbe arrivare al Quirinale tra mercoledì sera e giovedì, mentre il suo collega di governo Danilo Toninelli si spinge a dire che "al massimo venerdì dovrebbe essere firmato" al Quirinale. Secondo quanto trapela, il problema del testo, riscritto più e più volte, starebbe ancora nelle coperture.

Per l'intera giornata di mercoledì, il testo è stato studiato dalla Ragioneria generale dello Stato, che deve accertarsi che tutte le spese previste (per la ricostruzione e per gli eventi straordinari) siano coperte. Dopo la 'bollinatura' della Ragioneria il decreto passerà al Colle, dove sarà nuovamente esaminato con attenzione: effettivamente la firma potrebbe arrivare giovedì, venerdì, o anche più avanti.

"Per fare un decreto su questo, ci vuole tempo - ha detto a La7 il sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti Armando Siri (Lega) -. Io credo che se non mercoledì, giovedì mattina il decreto arriverà al presidente Mattarella. E sarà un decreto che risponderà a quello che la città e la gente di Genova si aspetta. Il commissario lo sceglierà il presidente del Consiglio, ha dieci giorni di tempo, lasciamo che sia lui a decidere".

Per quanto riguarda il nuovo ponte, comunque, i tempi non saranno brevi. Lo stesso Toninelli, intervenendo al question time alla Camera, ha detto che "le attività indispensabili per la ricostruzione non potranno che seguire al dissequestro dell'area". L'area, infatti, è ancora sotto sequestro da parte della Procura ed oggetto di incidente probatorio". Toninelli ha detto che "i lavori per la ricostruzione del ponte, pur volendo, non potrebbero pertanto partire oggi, se non pregiudicando gli esiti dell'indagine penale".

Passando alle concessioni autostradali, altro tema caldo, un eventuale stop "dipende dalla procedura di contestazione dell'inadempimento avviata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit)", ha spiegato il ministro. Tale procedura, ha sottolineato, "non trova alcuna regolazione nel decreto legge" che prima o poi, dopo il via libera del Colle, arriverà in Parlamento. "Voglio evidenziare che il Governo non interviene direttamente nella scelta del contraente", ha aggiunto il ministro, precisando che l'esecutivo porrà al commissario "precisi paletti normativi, quantomeno per evitare che la scelta determini indebiti vantaggi competitivi nel sistema delle concessioni autostradali". Da parte sua Autostrade, in una nota, ha voluto precisare che "gli interventi di manutenzione straordinaria non concorrono in alcun modo a determinare aumenti tariffari". 

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