Dl Sicurezza, 19 deputati M5S chiedono modifiche. Di Maio: "Da voi mi aspetto lealtà"

La lettera al capogruppo pentastellato: "Riteniamo che il testo che arriverà alla Camera abbia molte criticità che si rifletteranno pesantemente sulla vita dei cittadini"

Un segnale di dissenso interno al M5S arriva anche alla Camera. Nulla di eccezionale, solo 19 deputati (su 221) che chiedono di modificare il decreto Sicurezza, ma comunque un campanello d'allarme dopo le polemiche innescate dai 5 senatori pentastellati (Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura), che a Palazzo Madama hanno addirittura disertato il voto di fiducia al governo.

Il provvedimento che porta la firma di Matteo Salvini non convince una parte dei pentastellati, tanto da convincerli a scrivere una accorata mail al capogruppo, Francesco D'Uva, ai capiarea e ai capigruppo delle varie commissioni interessante, per chiedere di apportare modifiche al decreto. "Pur coscienti del percorso che avrà il decreto e dei tavoli di trattativa che ci sono stati sul tema in fase di elaborazione, riteniamo che il testo che arriverà alla Camera abbia molte criticità che si rifletteranno pesantemente sulla vita dei cittadini", scrivono i parlamentari. A firmare la richiesta sono Valentina Barzotti, Raffaele Bruno, Santi Cappellani, Giuseppe D'Ippolito, Paola Deiana, Carmen Di Lauro, Yana Chiara Ehm, Antonio Federico, Veronica Giannone, Concetta Giordano, Luigi Iovino, Riccardo Ricciardi, Doriana Sarli, Elisa Siragusa, Gilda Sportiello, Simona Suriano, Guia Termini, Roberto Traversi e Gloria Vizzini. Una pattuglia non ancora 'schematizzabile' in un'area politica precisa, ma sicuramente buona parte di loro non si sente distante da Alessandro Di Battista.

Anche se i toni sono diversi rispetto a quelli dell'ex parlamentare. "Un testo che non trova, in molte sue parti, presenza nel contratto di governo ed è, in parte, in contraddizione col programma elettorale del Movimento 5 Stelle", aggiungono infatti i deputati nella loro mail. Pur essendo "perfettamente a conoscenza di come questo decreto sia essenziale per la Lega", chiariscono che non è loro intenzione "complicare i già delicati equilibri di governo", ma "non per questo riteniamo di non dover esercitare il nostro diritto di parlamentari e di non lasciare una traccia chiara e precisa di quale sia la posizione del Movimento 5 Stelle su questo provvedimento".

Una presa di posizione che il capogruppo D'Uva si affretta a ridurre prima che il bubbone scoppi. "È prassi consolidata, tra noi portavoce, confrontarsi quotidianamente sui temi e sui lavori parlamentari", fa sapere in una nota. Ma la porta resta comunque chiusa: "Il dl Sicurezza è già stato migliorato al Senato e presto verrà approvato anche alla Camera". A sigillarla con la ceralacca, poi, ci pensa direttamente il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: "Il testo deve essere approvato, e in fretta. Per il bene degli italiani". Con tanto di bollinatura del 'socio' di governo, Luigi Di Maio: "Mi aspetto lealtà al governo e alla maggioranza", dice. Pur riconoscendo che "il Parlamento è sovrano", il suo auspicio è che il decreto "venga approvato alla Camera in seconda lettura". Perché "il governo vuole portarlo a casa, la maggioranza si è impegnata a farlo e i capigruppo hanno detto che il testo è stato già migliorato al Senato". Punto e accapo. Per i vertici del governo il file è già archiviato.

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