Ddl Anticorruzione, niente accordo M5S-Lega su nomi pubblici dei donatori: si tratta

Sulla prescrizione stop dei pentastellati agli emendamenti del Carroccio

Ancora non c'è accordo nella maggioranza sulla norma sui nomi pubblici dei donatori contenuta nel ddl anticorruzione. Al momento nelle proposte di modifica presentate all'esame dell'aula della (in tutto sono 313) non ci sono emendamenti Lega-M5S sul tema che tratta la trasparenza e il controllo dei partiti e movimenti politici, ma la trattativa è aperta. Non è infatti escluso, viene riferito, che sarà affidato ai relatori, Francesco Forciniti e Francesca Businarolo, di fare la sintesi.
Il tema, dopo la giornata di venerdì scorso segnata dall'impasse, era stato infatti rimandato all'aula in attesa che i vertici dei due partiti di governo trovassero la quadra. La Lega infatti vorrebbe alzare la soglia minima delle donazioni ai partiti a 2000 euro, oltre le quali quindi è obbligatorio pubblicare il nome di chi ha effettuato il versamento, mentre il M5S a sorpresa venerdì stesso ha ritirato l'emendamento dei relatori riportando la soglia a 500 come da testo originale.

Stop anche sul fronte della prescrizione. I relatori Forciniti e Businarolo, in sede di comitato dei 9, hanno infatti rimandato al mittente anche due proposte di modifica presentate dalla Lega che mirano a modificare l'istituto sui tempi della giustizia. Parere favorevole con riformulazione invece per due emendamenti del Pd e un parere favorevole alla proposta di modifica a firma di Gianfranco Di Sarno (M5S) che modifica l'articolo 3 del provvedimento.

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